Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 100

La relazione tra Δλ e il campo magnetico B è:

Dove B è il campo magnetico in gauss, λ è la lunghezza d’onda della riga, e è la carica dell’elettrone, mc è la massa dell’elettrone, c è la velocità della luce, g il fattore di Landé della riga. Si ottiene quindi:

Nell’equazione generica (3), il fattore di Landé, cui si è accennato in precedenza, è un termine moltiplicativo indicativo dei livelli di energia di un atomo immerso in un debole campo magnetico e varia a seconda di come il momento orbitale e il momento di spin dei singoli elettroni si accoppiano tra di loro. Nel caso della riga a 6173,34 Å, con un fattore di Landé 2,5, la formula (3) diviene:

La determinazione di Δλ nella formula (4) viene effettuata dividendo per due il valore della distanza in Å tra le due righe laterali, nelle quali è scissa la riga principale, nel nostro caso quella a 6173,34 Å. La presenza della riga centrale non cambia la modalità di ricerca, dato che quest’ultima, come abbiamo visto, potrebbe

essere non presente a seconda del tipo di effetto Zeeman o non visibile.

Riporto a titolo esemplificativo l’esempio dell’AR 2673 (figura sotto), che ritengo rappresentativo per le condizioni atmosferiche di stabilità, nelle quali ha avuto luogo l’osservazione, e per la particolare attività della macchia:

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la media finale (che divisa per due darà il valore di Δλ per il calcolo del campo magnetico nell’ombra, indicato dalla lettera B). La semidispersione massima – o la deviazione standard, nel caso di misure oltre le tre – dei suddetti tre valori, sempre divisa per 2, definirà l’errore statistico della misura. Tale procedura potrà sembrare macchinosa, ma è il minimo da fare per ottenere valori di una sufficiente precisione in considerazione della strumentazione amatoriale usata.

Quantificare tali errori, separatamente presi, può apparire molto difficile, si può tuttavia prendere in considerazione un errore statistico assoluto col metodo della semidispersione massima, pari alla metà della differenza tra il massimo e minimo dei tre valori della distanza tra righe splittate. Si tratta di un metodo non precisissimo, ma sufficientemente affidabile in caso di un ristretto numero di misure.

La formula adottata

Dimostrazione grafica del Δλ.

Sopra. L’AR 2673 con indicata la posizione della fenditura, sul centro dell’ombra.

(1)

(2)

(3)

(4)