Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 193

"È la luce la protagonista di questo racconto, che vuole essere la narrazione di un viaggio, non solo di chilometri, ma anche di secoli.

Perché la luce che vediamo o, meglio, che permette di vedere, riflessa da tutto ciò che ci sta intorno, arriva da lontano, molto lontano.

Nello spazio e nel tempo.

Anzi, nello spaziotempo."

Ogni viaggio ha un'origine, una meta da raggiungere, una strada da percorrere, un tempo da impiegare, un viaggiatore come protagonista e, forse, uno scopo.

In questo libro si parla di un viaggio che ha origine nel Sole milioni di anni fa, come meta la coscienza, si snoda lungo un percorso di 150 milioni di chilometri, ha come protagonista un fotone e uno scopo, non inteso in senso finalistico: quello di farci vedere.

Di solito quando si parla di argomenti inerenti la visione si tratta di come funziona l'occhio, della sensazione del "vedere", di come la luce si comporti dal punto di vista ottico... In tutti i casi un punto di vista soggettivo della visione, dove il protagonista è l'uomo.

L'idea è quella di compiere un cambio di prospettiva, cercando di analizzare il processo visivo da un altro punto di vista, quello di chi in definitiva lo permette, ossia la luce o, per meglio dire, il suo componente ultimo, il fotone.

Si narra di un viaggio, partendo dal descrivere la

protagonista, la luce, analizzandola nella sua duplice natura di onda e particella, tentando una sintesi con la meccanica quantistica. Si parla poi del luogo di partenza, situato nelle viscere del Sole, per passare a

descrivere il viaggio attraverso il cosmo e l'atmosfera, arrivando sulla superficie terrestre, dove il fascio di luce riflesso da una foglia di menta entrerà in un occhio, e precisamente l'occhio di una certa Lisa. Si analizza, sempre dal punto di vista del fotone, il suo passaggio attraverso le strutture oculari, fino ad essere trasformato in un impulso elettrico che verrà elaborato dal cervello e giungerà in un non-luogo, la coscienza.

RECENSIONI LIBRI

Nell'occhio del fotone

Un luminoso viaggio dal Sole alla coscienza

di Giovanni Amerio

Recensione di Pasquale di Nezza - INFN

L’autore, di formazione medica, ma che non fallisce anche in non facili trattazioni di fisica moderna, segue da vicino una delle infinite particelle di luce (fotone) che, prodotte dal Sole, arrivano fino ai nostri occhi per poi venire decodificate dal nostro cervello. In modo generale e divulgativo, ma senza cadere nel semplicistico, il viaggio svela al lettore la dura vita del fotone (chiamato in questo caso ‘Pallina di Luce’) che attraverso fusioni nucleari, leggi di fisica quali la relatività e la meccanica quantistica e interazioni con particelle e atomi durate migliaia di anni all’interno della nostra stella, lascia la superficie del Sole e viaggia verso la Terra. Sulla Terra l’attende l’occhio della inconsapevole ragazza del libro che, come un complesso moderno rivelatore di particelle, mette in moto le innumerevoli funzioni frutto di milioni di anni di evoluzione biologica.

I diritti d'autore vengono devoluti al Servizio Cani Guida Lions, per donare due occhi a chi non vede.

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"È la luce la protagonista di questo racconto, che vuole essere la narrazione di un viaggio, non solo di chilometri, ma anche di secoli.

Perché la luce che vediamo o, meglio, che permette di vedere, riflessa da tutto ciò che ci sta intorno, arriva da lontano, molto lontano.

Nello spazio e nel tempo.

Anzi, nello spaziotempo."

Ogni viaggio ha un'origine, una meta da raggiungere, una strada da percorrere, un tempo da impiegare, un viaggiatore come protagonista e, forse, uno scopo.

In questo libro si parla di un viaggio che ha origine nel Sole milioni di anni fa, come meta la coscienza, si snoda lungo un percorso di 150 milioni di chilometri, ha come protagonista un fotone e uno scopo, non inteso in senso finalistico: quello di farci vedere.

Di solito quando si parla di argomenti inerenti la visione si tratta di come funziona l'occhio, della sensazione del "vedere", di come la luce si comporti dal punto di vista ottico... In tutti i casi un punto di vista soggettivo della visione, dove il protagonista è l'uomo.

L'idea è quella di compiere un cambio di prospettiva, cercando di analizzare il processo visivo da un altro punto di vista, quello di chi in definitiva lo permette, ossia la luce o, per meglio dire, il suo componente ultimo, il fotone.

Si narra di un viaggio, partendo dal descrivere la protagonista, la luce, analizzandola nella sua duplice natura di onda e particella, tentando una sintesi con la meccanica quantistica. Si parla poi del luogo di partenza, situato nelle viscere del Sole, per passare a descrivere il viaggio attraverso il cosmo e l'atmosfera, arrivando sulla superficie terrestre, dove il fascio di luce riflesso da una foglia di menta entrerà in un occhio, e precisamente l'occhio di una certa Lisa. Si analizza, sempre dal punto di vista del fotone, il suo passaggio attraverso le strutture oculari, fino ad essere trasformato in un impulso elettrico che verrà elaborato dal cervello e giungerà in un non-luogo, la coscienza.

I diritti d'autore vengono devoluti al Servizio Cani Guida Lions, per donare due occhi a chi non vede.

www.coelum.com

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