Coelum Astronomia 222 - 2018 - Page 14

Nello scenario della formazione ed evoluzione del nostro universo delineato dal paradigma della materia oscura fredda (noto come modello Lambda-CDM, ossia Cold Dark Matter), diversi studi basati su survey di galassie hanno dimostrato che la massa dell’alone di materia oscura che le circonda e la massa del contenuto stellare sono legate da una funzione che varia in modo regolare (smoothly) con la massa. Per galassie con masse stellari simili a quella della Via Lattea (circa 50 miliardi di masse solari) la massa dell’alone è mediamente 30 volte superiore alla massa del contenuto stellare. Tale valore aumenta sia per galassie di massa inferiore che per galassie di massa più elevata. In questa relazione, la dispersione attorno al valore previsto non è ben nota ma generalmente si pensa che sia inferiore a un fattore due per le galassie massicce e molto più grande per le galassie nane.

Contrariamente a quanto atteso, un team di astronomi ha scoperto una galassia sorprendente, la prima del suo genere, che sembra non

contenere materia oscura. È una scoperta

eccezionale poiché comunemente si ritiene che le galassie contengano più materia oscura rispetto alla materia ordinaria che costituisce le stelle, il gas e la polvere. Inoltre, è opinione comune tra gli addetti ai lavori che le galassie si formino da concentrazioni di materia oscura che si comportano come “antipasti” per la galassia che si sta formando, attirando gravitazionalmente materiale ordinario, o barionico, che alla fine si deposita all’interno della nube di materia oscura e va a formare nuove stelle. Pertanto, trovare una galassia senza materia oscura solleva qualche perplessità sul meccanismo della sua formazione.

«Pensavamo che tutte le galassie fossero costituite da stelle, gas e materia oscura mescolati insieme,

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Lo strano caso della

galassia trasparente

di Maura Sandri – Media INAF

Sopra. Ecco come appare la galassia NGC 1052-DF2, ripresa dal Telescopio Spaziale Hubble: sembra una nube luminescente molto diluita. È anche possibile osservare in trasparenza alcune galassie più lontane, poste proprio dietro di essa. Crediti: NASA/ESA/STScI