Coelum Astronomia 221 - 2018 - Page 94

Una variante osservativa della modalità OOT è chiamata “ricerca dei troiani” e si rifà a quanto accade nel nostro Sistema Solare con gli asteroidi troiani che accompagnano Giove più o meno nella sua stessa orbita ma che lo precedono e lo seguono di 60° nei punti gravitazionalmente stabili di Lagrange indicati con le sigle L4 e L5 (vedere immagine a destra). I troiani gioviani sono circa 1.100, nessuno di grandi dimensioni. Se riuniti in un unico corpo planetario, esso avrebbe un diametro pari all’1% di Giove. I troiani che probabilmente accompagnano i

"Gioviani caldi" potrebbero essere assai grandi e quindi produrrebbero transiti osservabili. Vale la pena che anche gli amatori si mettano alla ricerca di questi troiani extrasolari, seguendo una strategia di ricerca assai semplice: si osserva la stella con un "Giove caldo", prima e dopo un transito previsto dalle effemeridi a una distanza di tempo pari ad 1/6 del suo periodo orbitale. In altre parole, se il periodo orbitale di un gioviano caldo è di 96 ore, faremo delle riprese della sua stella 96/6 = 16 ore prima e dopo il suo transito come previsto dalle effemeridi. In tal modo avremo i punti di Lagrange L4 e L5 della sua orbita proiettati sulla stella, nelle migliori condizioni per tentare l’osservazione di un eventuale transito di un "troiano".

Un possibile troiano sembra orbitare in un punto lagrangiano di Kepler-91 b, un pianeta a 3.300

anni luce da noi, scoperto nel 2013 e che ha una

massa pari al 66% di quella di Giove ma un raggio superiore di 1,4 volte, e orbita in poco più di 6 giorni.

Il suo possibile compagno, un troiano appunto, è stato identificato da B. Placek e da altri nel 2015. Avrebbe una massa pari a 8 volte circa quella della Terra e un raggio 3 volte superiore. In un primo tempo, l’esistenza di questo troiano è stata contestata sulla base della sua temperatura e luminosità presunta, ma K. Knuth ha indicato che l’analisi non stava prendendo pienamente in considerazione altri fattori. È importante notare che è assai improbabile riuscire a rilevare un transito di questo troiano (se effettivamente esiste…), troppo piccolo per produrre una riduzione significativa della luce in telescopi amatoriali.

Ricerca di troiani

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La ricerca di “Exomoon” (ossia una luna extrasolare o esoluna: vedi figura nella pagina accanto, sono chiamati così i satelliti naturali orbitanti intorno a un pianeta di un sistema diverso da quello solare) è una tipologia di ricerca che riveste un notevole interesse anche per l’amatore competente e ben attrezzato (indicativamente con ottimi telescopi di almeno 40 cm di diametro e camere CCD di qualità).

Nel luglio del 2017 è stata individuata una possibile esoluna satellite del pianeta gigante gassoso che orbita attorno alla stella Kepler-1625: si tratterebbe di una “luna gigante” delle dimensioni di Nettuno, in orbita attorno a un pianeta 10 volte più massiccio di Giove.

La ricerca di esolune si basa su considerazioni relativamente semplici. La presenza di una luna

Exomoon: lune extrasolari