Coelum Astronomia 221 - 2018 - Page 93

Monitoraggio fuori transito

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Uno dei progetti più interessanti per l’amatore è il monitoraggio di un “Out-Of-Transit” (“fuori dal transito”, detto anche OOT) di pianeti noti orbitanti attorno a stelle sufficientemente luminose (fino alla mag. +12 circa). Infatti, se dopo un aver ripreso un transito proseguissimo l’acquisizione delle immagini con una procedura OOT, assai probabilmente non noteremmo alcuna variazione luminosa per l’intera sessione programmata. Tuttavia, potrebbe anche accadere che insieme al pianeta il sistema comprenda un compagno che percorre un’orbita più ampia e quasi sicuramente sullo stesso piano e che quindi potrebbe potenzialmente produrre transiti propri con tempi diversi da quelli del pianeta già noto. Ne consegue che un osservatore a caccia di un pianeta sconosciuto in quel sistema, dovrebbe essere consapevole di potersi eventualmente trovare di fronte a un secondo transito, sicuramente meno profondo e quindi più difficile da rilevare rispetto al primo.

Ma prima di selezionare un pianeta extrasolare da osservare nella modalità OOT, è opportuno controllare il suo parametro d’impatto. Definiamo così la distanza proiettata tra il centro del pianeta e il centro del disco stellare. L’espressione del parametro è data dalla relazione: b = (a/R*) cos i, dove a è il semiasse maggiore dell’orbita, R* il raggio della stella ed i l’inclinazione dell’orbita.

Se il parametro d’impatto è prossimo a 1 ciò vuol dire che il transito non avviene o è addirittura radente; ciò significa che pianeti esterni al primo pianeta del sistema sicuramente non transiteranno mai. Un parametro di impatto uguale a zero corrisponde a un transito con il pianeta che attraversa il centro della stella e ciò starebbe a indicare che tutti gli altri pianeti eventualmente esistenti potrebbero transitare.

I pianeti scoperti attorno alle stelle più luminose hanno parametro d’impatto pari a circa 0,4 (ossia, transitano mediamente a metà strada tra il centro ed il bordo della stella, si veda ad esempio l'immagine in basso).

Per creare una propria lista di pianeti da osservare in modalità OOT è consigliabile determinare il parametro d’impatto caso per caso, scegliendo quelli che hanno un valore prossimo a zero, ricavandolo, ad esempio, dall’archivio dei pianeti in transito del sito: http://var2.astro.cz/ETD/index.php

Sotto. Una raffigurazione artistica di un sistema planetario costituito da tre pianeti che, dalla Terra, si vedono transitare sulla loro stella. Crediti: NASA.