Coelum Astronomia 221 - 2018 - Page 89

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Sopra. In questa figura mostriamo, una curva di luce, senza filtri, con un telescopio amatoriale di 30cm di diametro. La qualità è davvero notevole a dimostrazione dell’eccellente abilità tecnica di coloro che l’hanno realizzata.

Se un pianeta extrasolare in transito “trascina” un agglomerato di detriti sulla sua orbita (ad esempio degli ejecta che possono “seguire” con la loro scia i “gioviani caldi”) questi oggetti possono produrre un aumento della luminosità prima dell’ingresso e dopo l’uscita.

Inoltre, se un pianeta extrasolare ha un sistema di anelli che lo circondano (simile a quello di Saturno, un caso probabilmente frequente tra pianeti di massa considerevole), le particelle che lo costituisco producono una dispersione della luce che può essere rilevata prima dell’inizio del transito e dopo l’uscita. Si tratta di un fenomeno della durata di diversi minuti. Nel 2004 Joe Garlitz e Bruce Gary avevano notato che le osservazioni della curva di luce di TrES-1b mostrava variazioni di luminosità dell’ordine di 5/1000 di magnitudine dopo l’uscita, e per un tempo di circa 10 minuti. Ron Bissinger aveva analizzato le osservazioni allora disponibili ritenendo possibile l’esistenza di un anello (vedi figura a pagina seguente), ma successive osservazioni del telescopio Hubble non confermarono il suo modello. Anche se rilevare variazioni di luminosità dell’ordine di pochi millesimi di magnitudine e della durata di qualche minuto durante l’ingresso e all’uscita del transito non è certamente di facile esecuzione per una strumentazione amatoriale, vale comunque la pena sottoporre ad attenta analisi i sistemi con esopianeti di grandi dimensioni con l’obiettivo di verificare la presenza di eventuali anelli di materiale frammentato (vedi figura a pagina 91).

Rilevare pianeti circondati da detriti o anelli