Coelum Astronomia 221 - 2018 - Page 88

Nello scorso numero ho introdotto l’argomento relativo alla ricerca amatoriale condotta sui pianeti extrasolari, argomento ripreso a ormai dieci anni di distanza dai primi articoli che ho curato e che sono stati pubblicati proprio qui su Coelum Astronomia.

Lo scopo dell’articolo è quello di fare il punto sulle ricerche in questo campo, tra le più promettenti e innovative dell’astronomia, cercando di ipotizzare i possibili contributi attuali e quelli prevedibili per il prossimo futuro dei non professionisti alla “scienza” dei transiti extrasolari.

Vediamo ora più nello specifico proprio quali sono gli ambiti a cui un astronomo amatoriale può dedicarsi, nella ricerca relativa ai pianeti extrasolari.

Un interessante ambito di ricerca, in alcuni casi accessibile agli amatori, è lo studio dei transiti che possono presentare delle “anomalie” improvvise nella curva di luce. Il fenomeno si manifesta sotto forma di brevi aumenti di luminosità quando il pianeta attraversa aree con una luminosità inferiore rispetto al resto della fotosfera stellare (aree dette star spot, analoghe alle macchie solari, si veda la figura sotto). Se un aumento di luminosità, prodotto dal passaggio prospettico del pianeta su di una star spot risulta visibile nella curva di luce, potrebbe però non esserlo su altre acquisite successivamente, a meno che il periodo orbitale del pianeta extrasolare e il periodo di rotazione della stella alla latitudine dello spot, siano correlati da un rapporto numerico intero. Tenendo conto di ciò, la migliore strategia per rilevare star spot è di coordinare l’osservazione in modo che due o più curve di luce dello stesso transito mostrino lo stesso profilo di luminosità. Un caso significativo di spot osservabile con una buona strumentazione amatoriale, su di una stella con il pianeta in transito, è dato dal sistema WASP-41 (figura in alto nella pagina a destra).

Star Spot

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Sotto. I modelli di quattro curve di luce dei transiti di un pianeta la cui stella ha degli spot scuri in prossimità dell’asse di rotazione rivolto verso la Terra. Il modello cerca approssimativamente di spiegare la curva di luce dei transiti osservati del pianeta Kepler 63b. Il modello a singolo spot, rappresentato qui graficamente, non sembra però pienamente soddisfacente; infatti, si ritiene che sulla stella fossero presenti più macchie. Crediti: R. Sanchis-Ojeda et al., Kepler-63b: A Giant Planet in a Polar Orbit around a Young Sun-like Star.