Coelum Astronomia 221 - 2018 - Page 84

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unico, FRB ricorrente e proprio per questa capacità di concedere bis a ripetizione si tratta di un oggetto marcato stretto dalle antenne del Karl Jansky Very Large Array (VLA) nel New Mexico e da quelle di Arecibo. Tramite interferometria e algoritmi appositi sviluppati alla University of California è stato possibile osservare numerosi burst e circostanziarne la provenienza a un'area di un millesimo di arcosecondo, pari a 100 anni luce reali di diametro alla distanza in seguito calcolata. In questa area oramai limitata il Gemini North Telescope, alle Hawaii, ha potuto ricondurre l'evento a una galassia nana ricca di idrogeno e povera di elementi pesanti, una composizione che

testimonia una età non giovanissima ma collocabile nel medio universo. La galassia presenta un nucleo attivo e una debole emissione radio continua che, saltuariamente, dà vita a rilasci di carattere istantaneo. La galassia dista più di 3 miliardi di anni luce da noi e questa è la testimonianza più concreta della natura extra-galattica di eventi Fast Radio Burst.

Riconosciuta la natura extra-galattica, e trovata la probabile galassia di origine, restava da capire cosa potesse accadere là dentro da sviluppare lampi di questo tipo e l'antenna di Arecibo potrebbe aver chiuso il cerchio intorno a una stella di neutroni a intenso campo magnetico, una così detta magnetar.

L'articolo è apparso su Nature a inizio 2018 ma in realtà non giunge a una

soluzione univoca, visto che da un lato si invoca la citata magnetar – accompagnata dal resto della supernova che l’ha formata, o da una pulsar wind nebula (PWN), una tipologia di nebulosa presente in un resto di supernova alimentata dai venti generati dalla pulsar centrale – mentre dall'altro lato si fa riferimento a una stella di neutroni in orbita intorno a un buco nero supermassiccio.

Si tratta quindi di deduzioni a partire da osservazioni ambientali e non di osservazioni dirette di una stella di neutroni: una natura ancora ambigua ma comunque apparentemente e logicamente legata a questi nuclei di stelle

Sopra. La copertina di Nature del gennaio 2018 in cui è apparso l’articolo sull’FRB121102.