Coelum Astronomia 221 - 2018 - Page 81

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più basse (30 KHz). Non ingannino le “radioline” con le quali anche i nostri nonni ascoltavano “Tutto il calcio minuto per minuto” decenni fa: per captare onde di questo tipo originate da sorgenti astrofisiche sono necessarie grandi antenne, proprio come quelle utilizzate a Parkes per ascoltare il segnale del 2007. Questo segnale, in seguito alla successiva scoperta di ulteriori lampi di natura simile, fu battezzato Fast Radio Burst e indicato con l'acronimo FRB seguito dalla data dell'evento: FRB010724.

Fast Radio Burst è un nome che, come spesso accade in astronomia, fa riferimento a una terminologia del tutto descrittiva. Basti pensare a “materia oscura”, termine che descrive una materia della quale non si conosce nulla e che non si rileva direttamente, oppure alla “energia oscura” che indica altrettanto bene una misteriosa spinta repulsiva che accelererebbe l’espansione dell’universo. Anche “Fast Radio Burst” indica chiaramente la fenomenologia ma senza dir nulla riguardo l'origine dei segnali osservati, né come processi fisici di base né come distanze delle sorgenti, inizialmente in bilico tra una appartenenza galattica e una extra-galattica. Il primo lampo, catturato quindi nel 2001 e

riconosciuto sei anni più tardi, noto anche come "Lampo di Lorimer", presentava una durata sicuramente inferiore ai 5 millisecondi e una provenienza prospetticamente prossima alla posizione della Grande Nube di Magellano. La distanza venne inizialmente stimata attorno al

Il Mistero dei Fast Radio Bursts

Leggi l’articolo di Corrado Lamberti pubblicato su Coelum Astronomia 202.

Sopra. Duncan Lorimer.

A sinistra. Il diagramma del segnale FRB poi battezzato “Lampo di Lorimer”. Crediti: Duncan Lorimer/West Virginia University.