Coelum Astronomia 221 - 2018 - Page 76

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La Bersten ha quindi contattato immediatamente un gruppo internazionale di astronomi per condurre ulteriori osservazioni di SN2016gkg, per comprendere meglio il tipo di stella esplosa e la natura dell'esplosione.

Nell'equipe internazionale anche l'astronomo Alex Filippenko (UC Berkeley) e i suoi colleghi che hanno ottenuto una serie di sette spettri con il Telescopio Shane di 3 metri del Lick Observatory della University of California a San Jose, e con i telescopi gemelli da 10 metri dell'Osservatorio Keck alle Hawaii. Ciò ha permesso al team internazionale di determinare che l'esplosione osservata era di una supernova di tipo IIb, una categoria piuttosto rara di supernovae che si origina dal collasso di stelle supergiganti.

«Gli astronomi professionisti attendono da lungo tempo un evento di questo genere», ha affermato Filippenko, che ha eseguito osservazioni in seguito alla scoperta presso gli osservatori Lick e Keck, osservazioni che si sono dimostrate fondamentali per un'analisi dettagliata dell'esplosione. «Le osservazioni delle stelle nei primi momenti in cui iniziano a esplodere forniscono informazioni che non possono essere ottenute direttamente in nessun altro modo. I dati di Buso sono eccezionali!» ha aggiunto. «Questo è un esempio straordinario di una partnership tra astrofili e astronomi professionisti».

Basandosi sulle riprese iniziali e sulle osservazioni di follow-up, la Bersten e il suo team hanno

Sopra. Alex Filippenko.

Sotto. Ecco la supernova SN2016gkg (indicata dalle barre rosse) nella galassia NGC 613, posta a circa 80 milioni di anni luce dalla Terra nella costellazione dello Scultore. Crediti: C. Kilpatrick, UC Santa Cruz, and Carnegie Institution for Science, Las Campanas Observatory, Chile