Coelum Astronomia 221 - 2018 - Page 71

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In alto a sinistra. Un ritratto di Niccolò Cacciatore, l’astronomo al centro della curiosa vicenda qui accenntata. Dopo aver studiato matematica e fisica a Palermo, nel 1800 cominciò a lavorare come assistente di Giuseppe Piazzi presso la Specola, di cui divenne direttore nel 1817 quando il valtellinese fu chiamato a dirigere gli Osservatori di Napoli e Palermo. Membro della Royal Society, ha tra l’altro al suo attivo la scoperta dell’ammasso globulare NGC 6541 situato nella Corona Australe. In alto a destra, la piccola costellazione del Delfino con indicate le stelle Sualocin (α, mag. +3,9) e Rotanev (β, +4,1). Cortesia Marco Lorenzi.

Alcuni casi curiosi

Da citare sono i curiosi casi di nomi di stelle scritti “al contrario” per goliardia degli autori, come Regor (γ Vel, ovvero “Roger” scritto anagrammando il nome, inventato per scherzo dall’astronauta dell’Apollo 1 Gus Grissom per il suo collega astronauta Roger Chaffee) e i due Rotanev (β Del) e Sualocin (α Del), derivati dal nome latinizzato di Niccolò Cacciatore (Nicolaus Venator), astronomo italiano che collaborò con Giuseppe Piazzi alla compilazione di due cataloghi stellari pubblicati dall’Osservatorio di Palermo nel 1803 e nel 1814.

Prestando attenzione alla lista di nomi approvata dal WGSN, non sarà difficile notare la presenza di nomi mai visti prima e spesso curiosi come Veritate (14 And), Xamidimura (μ1 Sco), Intercrus (HR 3743 in UMa), Ogma (HD 149026 in Her) e tanti altri: molti di questi derivano da diverse culture (latini, arabi, cinesi etc), cosa che certamente non renderà facile il loro ingresso nell’immaginario collettivo astronomico. È però, altrettanto certo, che il numero di tali nuove denominazioni è destinato ad aumentare fino alla compilazione finale del catalogo di nomi stellari da parte del WGSN.