Coelum Astronomia 221 - 2018 - Page 63

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Il WGSN, Working Group on Star Names

Non c’è che dire, una bella confusione tra questa moltitudine di “costellazioni di nomi”; ma, da lungo tempo, si prospettava l’arrivo di un catalogo ufficiale sui nomi propri delle stelle per mettere ordine al caos esistente in letteratura. Il problema viene finalmente affrontato dall’Unione Astronomica Internazionale (IAU) sulla falsariga di quanto fatto alla fine degli anni ’20 del secolo scorso, allorché venne istituita la cosiddetta “commissione 3”, affidata all’astronomo belga Eugène Delporte, con lo scopo di definire scientificamente e una volta per tutte il numero di costellazioni e i confini delle stesse. Nel 2016, infatti, la IAU ha istituito il cosiddetto “Gruppo di lavoro sui nomi propri delle stelle” (Working Group on Star Names, WGSN) – composto da astronomi con esperienza nell’astronomia stellare, nella storia astronomica e nell’astronomia culturale come E. Mamajek, B. Garcia, D. Hamacher, T. Montmerle, J. Pasachoff, I. Ridpath e X. Sun – con lo scopo di catalogare formalmente i nomi delle stelle a partire dalle più brillanti e conosciute, definendone forma scritta e pronuncia.

Un Catalogo di Nomi Ufficiali

In realtà, prima dell’istituzione del WGSN, la IAU aveva già ufficialmente “approvato” 14 nomi propri di stelle, una necessità emersa con la ricerca e seguente individuazione di esopianeti, ecco quindi che il gruppo di lavoro istituito poteva avere già un prospetto sul quale basare la redazione del catalogo.

Per stilare tale catalogo al fine di determinare le denominazioni stellari da usare come nomi ufficialmente riconosciuti, il WGSN effettua le proprie ricerche nel patrimonio culturale astronomico e storico nelle culture di tutto il mondo. Si tratta di una notevole mole di lavoro che vedrà conclusione, probabilmente entro qualche anno, con la pubblicazione della versione definitiva di tale catalogo. Sebbene non esista una rigida regola per l’attribuzione dei nomi – proprio perché questi hanno le loro radici in molte culture e lingue diverse tra loro – il gruppo di lavoro ha stabilito la preferenza di optare per nomi brevi e che non siano troppo simili ai nomi

A sinistra. La costellazione dell'Orsa Maggiore, da Urania's Mirror, un colorato set di carte delle costellazioni pubblicato da Samuel Leigh in Inghilterra nel 1824. Crediti: IAU.

Nella pagina seguente. Un tesoro di coloratissime stelle riprese dal Telescopio Spaziale Hubble. Crediti: NASA/HST.