Coelum Astronomia 221 - 2018 - Page 41

meccanismo della meccanica quantistica detto di “tunnelling” per il quale le particelle intrappolate in una barriera energetica che la fisica classica vieterebbe di attraversare, per la meccanica quantistica invece, hanno in realtà una probabilità non nulla di riuscire a superarla come, appunto, se “ scavassero un tunnel” al di sotto di questa barriera. La radiazione emessa non sarebbe più di tipo termico, e ciò significa che porta con sé dell’informazione che, in questo modo, non andrebbe persa. Sembra semplice, ma non lo è affatto! Questo è anche lo studio che gli farà perdere la scommessa con Preskill, del 1997, ma che non convincerà Thorne. Il dibattito continua.

- Nel 2016 Hawking pubblica un ulteriore studio

che propone una nuova soluzione al Paradosso dell’Informazione, con la quale lo scienziato elabora l'idea che il buco nero possa cancellare l'informazione pur conservandola: questa non verrebbe immagazzinata all'interno del buco nero, dove finisce la particella, ma sul suo bordo, sull'orizzonte degli eventi, dove resta una sorta di “impronta olografica” della particella stessa. Si produrrebbe quindi comunque radiazione, ma questa radiazione, sostiene Hawking restituirebbe l’informazione in modo caotico, e quindi non riconoscibile. Nel maggio dello stesso anno, basandosi sui dati raccolti e sulla teoria di Hawking, Jeff Steinhauer, dell'Istituto Israeliano Technion di Haifa, ha dichiarato di aver simulato un buco nero in laboratorio, verificando la teoria dell'evaporazione come descritta dal fisico britannico. Secondo il Times questa teoria, e dimostrazione relativa, avrebbe potuto valergli realmente il Nobel. Ma la discussione nella comunità scientifica prosegue.

- Il 4 marzo del 2018 esce l’ultima revisione del

suo ultimo studio “A Smooth Exit from Eternal Inflation?” Ed è già un nuovo dibattito...

Crediti: hawking.org.uk

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