Coelum Astronomia 221 - 2018 - Page 37

sui buchi neri, onorificenza considerata seconda solo al Nobel.

1990 - Hawking incomincia una relazione sentimentale con Elaine Mason, sua infermiera personale, che sposerà nel 1995, dopo il divorzio da Jane nello stesso anno.

Fine degli anni Novanta - Rifiuta il cavalierato, niente Sir Hawking, quindi. Dieci anni dopo spiegherà di averlo fatto per contestare il modo in cui il governo britannico spendeva i soldi pubblici destinati alla ricerca.

2004 - Vengono sporte denunce, su segnalazione della famiglia e della stampa, per maltrattamenti da parte di chi si occupava di lui (compresa la moglie Elaine), a causa di una serie di lividi e lesioni. Le indagini saranno presto chiuse perché Hawking rifiuta di sporgere denuncia a sua volta, sostenendo si trattasse solo di un incidente.

2006 - Hawking e Elaine Mason divorziano.

2006 - La Royal Society lo premia con la Medaglia Copley.

2014 - Esce il film “La Teoria del Tutto”, tratto dalla sua biografia “Verso l'infinito” scritto dalla prima moglie Jane Wilde Hawking.

14 marzo 2018 - Si spegne la mattina presto, nella sua casa a Cambridge.

Sopra. Nella sua carriera, Stephen Hawking ha ricevuto un numero consistente di premi, riconoscimenti e medaglie a testimonianza del riconoscimento del suo genio. Qui sopra vediamo il momento della consegna della prestigiosa medaglia Coppley da parte della Royal Society.

Anche perché, parliamoci chiaro, di scommesse e battaglie Hawking ne ha comunque vinte un bel po’.

E non mi sto riferendo alla sua malattia. O meglio, non direttamente a quella. Si dice che coloro che vivono all'ombra della morte siano spesso coloro che vivono di più. Per Hawking la diagnosi della sua malattia terminale rappresentò paradossalmente un nuovo e fortissimo stimolo.

“Nonostante ci fosse una nuvola sul mio futuro, scoprii, con mia sorpresa, che mi stavo godendo la vita presente più di prima. Iniziai a fare progressi con la mia ricerca”.

Stephen capì che non c’era tempo da perdere, se voleva raggiungere il suo scopo. Uno scopo di certo non facile da raggiungere: “Il mio obiettivo è semplice: è la completa comprensione dell'universo, perché è così com'è e perché esiste.”

Era poco ambizioso, Stephen. La completa comprensione dell’universo non l’ha mai raggiunta, ma tutto sommato robetta importante l’ha fatta.

Oggi ci lascia una persona che, forse più di molte altre, incarnava l’immagine che ho della scienza: un qualcuno abituato a sbagliare, ma che prende ogni errore non come una tragedia, ma come uno stimolo per aggiungere un mattone all’edificio della conoscenza, Magari arrivando a smentire convinzioni anche molto radicate.

Buon viaggio Professore.

Leggi il contributo completo di Luca Perri pubblicato il giorno della scomparsa.

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