Coelum Astronomia 221 - 2018 - Page 33

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anche irriverente, non si è mai arreso alla necessità di un “creatore” per spiegare l’origine delle cose. Ha sempre pensato che «Servirsi di Dio come di una risposta alla domanda sull’origine delle leggi equivale semplicemente a sostituire un mistero con un altro». E per lui una teoria unificata e consistente sarebbe stato solo il primo passo per comprendere «ogni cosa attorno a noi e la nostra stessa esistenza».

Alla sua straordinaria vita è stato dedicato anche un film nel 2014, “La Teoria del Tutto” diretto da James Marsh e interpretato da Eddie Redmayne che per la sua interpretazione si è aggiudicato l’Oscar come miglior attore protagonista, e che di Hawking dice «una mente davvero bella, uno scienziato straordinario e la persona più divertente che abbia mai avuto il piacere di conoscere». In precedenza, nel 2004, l’inizio della sua carriera a Cambridge viene raccontata in un film per televisione intitolato semplicemente “Hawking”, dove viene interpretato da un giovane Benedict Cumberbatch.

Ma Stephen Hawking non è apparso solo in un racconto della sua vita interpretato da altri, sono

numerosi i suoi camei in programmi televisivi popolari tra le nuove (e non solo) generazioni: dai dissacranti The Simpson e Futurama, all’iconico Star Trek, in cui gioca a poker con l’androide Data (e con Einstein e Newton!), alla commedia dedicata al mondo “nerd” della fisica The Big Bang Theory. I Pink Floyd hanno utilizzato la sua voce nella canzone “keep talking”. Apparizioni che, assieme alle tante trasmissioni dedicate alla scienza a cui ha partecipato e alle sue

Sopra. Immagine tratta dalla serie televisiva Star Trek The Next Generation in cui Stephen Hawking ha preso eccezionalmente parte interpretando se stesso, impegnato in una partita di poker con l'androide Data, insieme a Einstein e Newton sul ponte ologrammi della astronave Enterprise. Crediti: Paramount Pictures.

«Sono sicuro che la mia disabilità ha qualcosa a che fare con la mia celebrità. La gente è affascinata dal contrasto tra le mie capacità fisiche molto limitate e l'immensità dell'Universo che studio».