Coelum Astronomia 221 - 2018 - Page 24

Kepler

La missione del telescopio spaziale Kepler sta arrivando al capolinea. Dopo nove anni di onorato servizio e la scoperta di oltre 2.300 pianeti extrasolari, il propellente sta ormai terminando. È dal 2013 che, a causa di un guasto alle ruote di reazione (i giroscopi che si occupano del puntamento della sonda) il consumo di idrazina è più alto del previsto ed è necessario per mantenere inquadrata la stessa porzione di cielo: dovendo registrare le variazioni di luminosità delle stelle in base ai transiti dei pianeti, è molto importante che la sonda mantenga il proprio orientamento con una precisione molto alta. Il lavoro di Kepler potrà proseguire comunque ancora per qualche mese.

Mars Science Laboratory

CuriosityMarte, Sol 1880 (19 novembre 2017).

Il grande rover sta salendo lungo le pendici del Monte Sharp, una formazione rocciosa alta 4800 metri posta al centro del cratere Gale, dove è atterrato oltre cinque anni fa.

Gran lavoro del team di Terra per trovare un sistema affidabile per ricominciare a utilizzare il trapano perforatore già usato 15 volte, ma guasto dal 2016 per un problema all’avanzamento della punta. Le simulazioni sul modello ingegneristico – presente nei laboratori a Terra ma identico all’originale in missione sul terreno polveroso del Pianeta Rosso – si stanno concentrando sulla possibilità di posizionare la punta perforatrice orizzontalmente e utilizzare lo spostamento del rover per farla entrare nel campione da analizzare.

Si sta inoltre affinando la capacità del rover di eseguire foto in falsi colori, in grado di evidenziare la composizione del terreno, e semplificare le ricerche del punto esatto dove affondare la punta del trapano.

Intanto il lavoro prosegue.

OpportunityMarte, Sol 4939 (15 dicembre 2017).

Il MER-B prosegue l’esplorazione della “Perseverance Valley” posta sul bordo occidentale del cratere Endeavour.

Ormai siamo prossimi al quattordicesimo anno su Marte e, dopo aver trascorso diversi Sol a riprendere immagini, anche a colori e stereoscopiche del terreno circostante, Oppy si è mosso dalla sua posizione verso un altro spiazzo a favore di Sole. Da lì vede la sua prossima destinazione che presenta una biforcazione nella vallata che sta percorrendo. Diventa indispensabile scegliere la direzione giusta per evitare di trovarsi in una situazione in cui il terreno cedevole o un eccessivo ombreggiamento possano compromettere l’integrità del mezzo. È quindi iniziata una nuova campagna fotografica per avere un’idea chiara della direzione da prendere al prossimo bivio.

Al Sol 4934 (10 dicembre 2017), l’energia generata dai pannelli solari è stata di 408 Wh con una opacità atmosferica (Tau) di 0,406 e un fattore polvere sui pannelli di 0,620 (pannelli perfettamente puliti hanno un fattore polvere di 1). Tutti i sistemi sono in condizioni di funzionamento nominale.

L’odometria totale è ora a 45,08 km percorsi sulla superficie di Marte.

Mars Exploration Rover

Mars Science Laboratory

Curiosity – Marte, Sol 1963 (12 febbraio 2018).

Il grande rover sta salendo lungo le pendici del Monte Sharp, una formazione rocciosa alta 4800 metri posta al centro del cratere Gale, dove è atterrato oltre cinque anni fa.

Continuano le analisi dettagliate del terreno e delle rocce che affiorano nei pressi del rover. Contemporaneamente le fotocamere spaziano attorno a Curiosity cercando qualsiasi formazione rocciosa presente nel campo visivo e cercando di cogliere anche ogni fenomeno atmosferico come i dust devil.

Il lavoro prosegue a ritmo serrato e i dati giungono a Terra a flusso continuo.

Blue Origin ha eseguito un nuovo test sul suo sistema di volo suborbitale abitato consistente in un lancio con salita a circa 100 km di quota, la separazione dal primo stadio e il rientro indipendente dei due componenti. In questo test era presente a bordo un manichino in grado di simulare il comportamento di una persona sottoposta alle accelerazioni di un tipico volo. Il test è stato un pieno successo.

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Opportunity – Marte, Sol 4997 (12 febbraio 2018).

Opportunity – Marte, Sol 4997 (12 febbraio 2018).

Il MER-B prosegue l’esplorazione della “Perseverance Valley” posta sul bordo occidentale del cratere Endeavour.

Il rover si muove lungo il ramo settentrionale di una biforcazione puntando verso valle. I livelli di energia sono migliorati enormemente, grazie alla pulizia dei pannelli solari provocata dal vento. La situazione è talmente rosea da permettere al team di Terra non solo di aumentare le ore di lavoro giornaliere, ma addirittura di eseguire operazioni e misurazioni notturne.

Al Sol 4991 (6 febbraio 2018), l’energia generata dai pannelli solari è stata di 628 Wh con un’opacità atmosferica (Tau) di 0,424 e un fattore polvere sui pannelli di 0,829 (pannelli perfettamente puliti hanno un fattore polvere di 1). Tutti i sistemi sono in condizioni di funzionamento nominale.

L’odometria totale è ora a 45,10 km percorsi sulla superficie di Marte.

Mars Exploration Rover

riparandola, ma facendo in modo che la punta entri nella roccia spinta direttamente dal braccio su cui è montata. In questo modo potranno riprendere le analisi su uno degli strumenti più innovativi della missione MSL.

Bellissima l’immagine ripresa durante il Sol 1.989 al disotto della “pancia” di Curiosity che mostra il dettaglio delle ruote e sulle quali si vedono i danni causati dalle rocce sulla superficie esterna, quella che sulle gomme di una autovettura viene chiamata il “battistrada”.

Il lavoro prosegue a ritmo serrato e i dati giungono a Terra a flusso continuo.

James Webb

Il grande telescopio spaziale, potenziale erede del Telescopio Spaziale Hubble, subisce l’ennesimo ritardo e vede spostarsi il lancio da ottobre di quest’anno al giugno 2019, oltretutto con un cuscinetto di tempo di circa un mese e mezzo e quindi sarà molto facile che anche quest’ultima previsione sia nuovamente disattesa.

Europa Clipper

La missione che dovrà andare a studiare Europa, il satellite gioviano, prosegue il suo sviluppo, ma gli alti costi rischiano di ritardarne l’inizio. Il budget previsto è di circa due miliardi e mezzo di dollari, ma con i recenti tagli si rischia che il lancio non possa avvenire prima della fine degli anni ‘20. L’idea della NASA sarebbe quella di utilizzare uno dei primi lanci del vettore pesante SLS che dovrebbe essere pronto per il 2024. Ma questo purtroppo cozza sia con il budget che con l’attuale livello di sviluppo dello Space Launch System. La missione iniziale di Europa Clipper prevedeva una serie di 46 sorvoli della superficie di Europa per studiarne le caratteristiche e l’interno.

Mars 2020

La prossima missione marziana della NASA potrebbe avere a bordo del rover anche un drone in grado di eseguire brevi voli per supervisionare i dintorni e scegliere il punto più interessante dove far procedere la missione. Ovviamente non potendo essere controllato in tempo reale dovrà avere a bordo un software che gli permetta di eseguire voli in guida completamente autonoma e inviare a Terra i dati e le foto rilevati.

Mars 2020 sarà un rover simile a Curiosity che ne imiterà anche il sistema di atterraggio, quello spettacolare Sky-Crane che ha funzionato perfettamente nonostante la sua apparente complessità. Come suggerisce il nome, la missione dovrebbe partire per il pianeta rosso nel 2020.