Coelum Astronomia 221 - 2018 - Page 20

L’intima e fredda rete

di una incubatrice stellare

di Redazione Coelum Astronomia

Coelum Astronomia

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Questa spettacolare e insolita immagine, dai colori intensi e drammatici, mostra parte della famosa Nebulosa di Orione. Si tratta di uno dei mosaici ad alta risoluzione più grandi mai prodotti finora di una regione di formazione stellare a lunghezze d’onda millimetriche, ottenute da ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) e dal telescopio IRAM da 30 metri (mostrate in rosso), con una veduta infrarossa più familiare dallo strumento HAWK-I sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO (mostrata in blu).

Le strutture allungate, come una rossa e incandescente ragnatela, sono in realtà lunghi e freddi filamenti di gas, talmente freddi da essere visibili solo con telescopi che operano nella banda di lunghezza d’onda millimetrica. Queste strutture sono infatti invisibili a lunghezze d’onda sia ottiche che, ovviamente, infrarosse, facendo di ALMA uno dei pochissimi strumenti che gli astronomi possano usare per studiarle. Grazie poi alla combinazione con i dati del telescopio IRAM, ecco che il dettaglio si affina e aumenta la risoluzione finale dell’immagine.

Il gruppo di stelle brillanti bianco-blu in alto a sinistra è il famoso ammasso del Trapezio. La nebulosa sappiamo essere una regione di formazione stellare, dove cioè il gas dà origine a nuove stelle collassando gradualmente sotto la propria forza di gravità finché non è sufficientemente compresso da formare una protostella, il precursore di una stella.

Come sempre immagini anche esteticamente straordinarie provengono in realtà da immagini riprese con uno scopo scientifico, in questo caso gli scienziati stavano studiando questi filamenti per capire meglio la loro struttura e la loro composizione. La nebulosa di Orione è la regione di formazione stellare più vicina alla Terra e perciò viene studiata in dettaglio dagli astronomi che vogliono capire meglio come si formano le stelle e come evolvono nei loro primi milioni di anni.

Crediti: ESO/H. Drass/ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/A. Hacar