Coelum Astronomia 221 - 2018 - Page 164

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Sh2-225

luminosa è invece quella situata a oriente, dalla forma semisferica ed estesa apparentemente per 30'.

L’insolita morfologia di Sh2-224 ha portato a condurre su di essa un gran numero di studi. la sezione più piccola, dal raggio stimato in circa 85 anni luce, risulta essere più densa di quella a forma d’arco, meno densa ma dotata di una temperatura maggiore. Le ipotesi suggeriscono che il resto di supernova più piccolo, quello originale per intenderci, durante la sua espansione nello spazio sia entrato in contatto con una sorta di vuoto del mezzo interstellare. Deformandosi ed espandendosi all’interno di questa “cavità”, il materiale gassoso avrebbe quindi creato un’onda di propagazione più ampia che sarebbe emersa dalla parte opposta, creando così la più vasta struttura ad arco visibile nella parte più occidentale. Le stime sulla distanza di questo singolare struttura possiedono un certo margine di incertezza, collocandola tra i 12.000 e 14.700 anni luce dal Sistema Solare, e localizzando il complesso in una zona periferica del braccio galattico di Perseo, a un’altezza di poco meno di 1.000 anni luce al di sopra dello stesso. Data la grande distanza, Sh2-224 si estenderebbe per almeno 150 anni luce, dimensioni senz’altro notevoli.

Gli studi cinematici condotti sul suo materiale gassoso avrebbero rivelato un’ampia gamma di velocità di espansione che vanno da 35-40 km/s per le parti più luminose fino a oltre 130 km/s per le sezioni più diffuse, dati che suggeriscono una velocità del fronte d’urto di oltre 200 km/s e un’età di circa 60.000 anni per l’intero complesso. Altri studi condotti nei raggi X determinano un’età della struttura ancora maggiore, compresa fra i 13 e i 24 mila anni: valori che, in ogni caso, rendono tale resto di supernova uno dei più antichi tra quelli conosciuti nella Galassia! A oggi, nella sezione centrale di tale complesso nebulare non è stato rilevato alcun residuo stellare ottico che sia più luminoso della 22a magnitudine.

L’ultimo dei tre oggetti che troviamo in questo piccolo campo di cielo è quello posto più a meridione. Sh2-225, questo il suo nome, è anche il più debole e piccolo dei tre. Si tratta di una nebulosa a emissione la cui area più luminosa si nota bene nelle riprese a colori con CCD, anche se la nebulosa è principalmente rossa. L’utilizzo del filtro H-alfa è indicato nelle riprese che vogliano evidenziare l’area più debole. Il complesso è costituito da una regione H II, posta nel braccio galattico di Perseo, a una distanza di almeno 12.000 anni luce. Si ritiene che la responsabile della sua ionizzazione sia LS V +40 46, una caldissima stella blu di sequenza principale con classe spettrale O9V.

All’interno della nebulosa i fenomeni di formazione stellare sono probabilmente attivi, come è testimoniato dalla presenza di un oggetto stellare giovane coincidente con la sorgente IRAS 05235+4033, associata all’apparato nebulare.

Una bella ripresa della coppia di nebulose Sh2-223 e Sh2-224 in Auriga. L’immagine è stata effettuata presso Santa Cesarea Terme (LE) in due serate ottenendo 55 pose da 7 minuti con la reflex Canon eos 600d al fuoco del telescopio rifrattore N.T. Apo Ed 90\500 ridotto a f4,4 su montatura S.W. HEQ5 autoguidata dal Synguider S.W. Realizzata da Fernando De Ronzo, presidente del Gruppo Astrofili del Salento.