Coelum Astronomia 221 - 2018 - Page 160

Coelum Astronomia

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HAEDUS I e II

Haedus II (η Aur) è la più orientale delle due stelle che sono alla base del caratteristico triangolo dell’Auriga. Splendendo di magnitudine +3,17, tale stella si pone al quinto posto tra quelle della costellazione per ordine di luminosità apparente. Si tratta di una ordinaria stella di sequenza principale di tipo B3V (17.000 K), con massa e raggio rispettivamente 5 e 3 volte il Sole. Essendo lontana 220 anni luce, ne deriva una luminosità intrinseca di poco inferiore a 1.000 stelle come la nostra! Con un’età stimata in meno di 40 milioni di anni, Haedus II si trova nel bel mezzo della sua vita. Ruotando con una velocità equatoriale di almeno 95 chilometri al secondo, essa impiega meno di 2 giorni per compiere una rotazione sul proprio asse, valore in netto contrasto con i 25 giorni impiegati dal Sole. Esistono indizi, non confermati, su variazioni spettrali con un periodo di 24 giorni che però si sospetta abbiano origine nell’atmosfera della stella. Haedus II è considerata parte del vasta associazione Cassiopeia-Taurus OB, un gruppo esteso che si estende per 100 gradi di cielo dal Toro a Orione e i cui membri, nati nello stesso complesso nebulare non più esistente, sono ora alla deriva nelle spire galattiche.

L’utilizzo di un binocolo è sufficiente a rendere visibile il particolare contrasto cromatico tra questa, che appare decisamente celestina, rispetto alla vicina ζ Aur, situata a soli 45' a ovest, che invece appare decisamente arancione. La stella possiede il nome proprio di Haedus I ma anche il più curioso Sadatoni, storpiatura dell’arabo Al Said al Thani (“il secondo braccio”) presente nelle cosiddette Tavole Alfonsine, tavole astronomiche in grado di fornire le posizioni del Sole, dei pianeti, delle stelle, nonché date di eclissi, compilate intorno al 1252 da una cinquantina di astronomi a Toledo, commissionata dal re Alfonso

Esteso per 18', tale gruppo è dominato a sud dalla stella azzurra di settima grandezza HD 30650 che però è estranea ad esso, essendo legata da pura prospettiva. Al contrario, lungo il lato orientale dell’aquilone, è presente una stella di settima grandezza il cui colore cremisi – evidentemente dovuto a un più veloce decorso evolutivo da parte della stella – contrasta nettamente con le altre componenti del gruppo. Si tratta di un ammasso stellare dall’aspetto unico che però non risulta conosciuto soprattutto a causa della ricchezza di altri oggetti di questo tipo presenti nella medesima costellazione. Lontano poco meno di 4.000 anni luce, si tratta di un oggetto relativamente giovane in quanto le sue stelle si ritiene siano nate circa 240 milioni di anni fa.