Coelum Astronomia 221 - 2018 - Page 148

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loro (Fabricius nella platea di Janssen, Metius immediatamente all'esterno) coincida con un

segmento della cerchia montuosa del molto più esteso Janssen.

Una ulteriore peculiarità consiste nelle omonime Rimae, uno spettacolare sistema di lunghi solchi che, dal cratere Fabricius, si sviluppano fino alla

parete sud per circa 150 km, dopo l'evidentissima e ampia curva che viene a costituire uno dei tratti essenziali che rendono praticamente inconfondibile il cratere Janssen nel variegato panorama lunare. Osservabili con strumenti riflettori intorno ai 150/200 mm, le rimae Janssen meritano approfondite osservazioni anche nel punto in cui il principale e più largo segmento di questo sistema di solchi si smista in numerosi altri sottili segmenti minori, orientati in direzione ovest-sudovest. Infine da non trascurare un'altra bella coppia di crateri, stavolta situati immediatamente a sud di Janssen: Steinheil e Watt, entrambi con diametro di 70 km e pareti alte 3.000 metri.

Dal cratere Janssen, spostandoci di poco verso nordest, andremo a inquadrare col telescopio la Vallis Rheita, un'imponente e spettacolare formazione lunare orientata in senso sudest-nordovest per una lunghezza di circa 480/500 km e con larghezza variabile da 10 a 30 km.

L'origine di questa eccezionale struttura viene fatta risalire al Periodo Geologico Pre Imbriano collocato da 4,5 a 3,9 miliardi di anni fa.

Si tratta della sequenza di una serie di numerosi crateri fittamente allineati ed estesi dall'omonimo Rheita (71 km con pareti di 4000 metri) fino a Reimarus-B, piccolo cratere di 16 km posto all'estremità meridionale della Vallis Rheita, considerata al secondo posto come lunghezza dopo la Vallis Snellius (600 km circa) per quanto riguarda questa tipologia di strutture lunari