Coelum Astronomia 221 - 2018 - Page 147

nordovest la cui osservabilità, almeno nel tratto iniziale, viene agevolata dalla minore albedo esibita dagli scuri basalti del Sinus Lunicus. Osservando più attentamente se ne percepisce la (problematica) prosecuzione in direzione dei monti Spitzbergen passando per Archimedes-V (3 km), ma anche in questo caso dovremo attendere le fasi vicine al Plenilunio.

Infine a sudest di Archimedes si trova la Palus Putredinis, un'area pianeggiante di circa 180 km di diametro, estesa fino alla base dei monti Appennini, dove potremo osservare lo spettacolare e profondo solco sinuoso della Rima Hadley esteso da sudovest a nordest per un centinaio di chilometri, noto per lo sbarco della missione lunare di Apollo 15, individuabile con un telescopio riflettore intorno ai 200mm.

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Esplorazione Lunare

Nell'area fra i crateri Archimedes e Autolycus, il 13 settembre 1959, avvenne l'impatto della sonda sovietica Luna2. Questa fu la seconda sonda lanciata dall'URSS verso il nostro satellite ma la prima a raggiungere il suolo lunare.

Aristillus

Circa 110 km a nordest di Archimedes osserviamo ora Aristillus, il più settentrionale di questo terzetto, un cratere di 56 km di diametro la cui formazione risale al Periodo Geologico Copernicano collocato non oltre 1 miliardo di anni fa. Questa eccezionale struttura lunare è contornata da un imponente sistema di pareti terrazzate la cui altezza raggiunge i 3.600/3.700 metri con ripidi pendii e lunghe linee di cresta sommitali. Le pareti intorno al cratere si presentano regolari e ben conservate, ad eccezione del lato settentrionale in cui si nota un evidente fenomeno franoso verso l'interno del cratere.

La platea di Aristillus appare notevolmente ridotta a causa dell'invadenza dei terrazzamenti che dalla sommità delle pareti si estendono fino a occupare buona parte del fondo del cratere dove si potranno osservare numerosi piccoli craterini. In posizione centrale si innalza un vasto sistema montuoso multiplo costituito da alcune cime alte

eccessivamente elevate ma con evidenti segni dei successivi impatti, che ne modificarono notevolmente la morfologia, notando comunque vari tratti di linee di cresta sommitali molto interessanti all'osservazione telescopica.

Nella platea di Janssen, in questo caso completamente priva di un picco centrale, oltre a vari e modesti rilievi collinari vi si possono osservare estesi sistemi montuosi nel settore centro settentrionale, sui quali corrono lunghi crinali in modo particolare tra Fabricius e le pareti ovest-nordovest. Oltre agli innumerevoli crateri minori, da quelli di piccolissimo diametro fino ai più estesi Fabricius e Fabricius-A rispettivamente di 80 e 45 km, molti altri crateri sono posizionati lungo ciò che rimane dell'antichissima e

semidistrutta cerchia montuosa intorno a Janssen.

Fra le peculiarità di questa antichissima formazione lunare non se ne può dimenticare la natura prevalentemente montuosa in cui l'effettivo fondo del cratere relativamente pianeggiante si riduce esclusivamente a una

limitata area in prossimità della parete sud, come appare distintamente dalle osservazioni al telescopio. Possiamo citare inoltre la coppia di crateri Fabricius (diametro 80 km con pareti alte 2.500 metri) e Metius (diametro 90 km con pareti alte 3.000 metri). È interessante osservare come la parete che divide i due crateri confinanti fra