Coelum Astronomia 221 - 2018 - Page 146

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Coelum Astronomia

Guida all'osservazione

Il cratere Janssen e la Vallis Rheita

La principale proposta

prevista per la serata

del 20 aprile, col

nostro satellite in

fase di 4,7 giorni,

(Colongitudine

332,4°; porzione

illuminata 26,3%)

a un'altezza

iniziale di +45° e

visibile per gran parte

della serata, ci porta sul settore sudorientale della Luna con target il cratere Janssen e la vicina Vallis Rheita.

L'individuazione della regione lunare proposta in questo numero viene agevolata, oltre che dal notevole diametro e dalla particolare morfologia del cratere Janssen, anche dalle coppie Metius/Fabricius e Watt/Steinheil, unitamente al lungo e profondo allineamento di crateri della Vallis Rheita. Inoltre Janssen si trova a circa metà strada fra le scure rocce basaltiche del mare Nectaris e l'estremità meridionale della falce di Luna, che avremo la possibilità di ammirare la sera del 20 aprile.

Iniziando da Janssen (da non confondere col "quasi" omonimo Jansen, modesto cratere di 22 km situato nel nord del mare Tranquillitatis), si tratta di una grande struttura crateriforme la cui origine risale al Periodo Geologico Pre Nectariano collocato da 4,5 a 3,9 miliardi di anni fa.

Situato in prossimità delle regioni più sudorientali della Luna, Janssen ha un diametro di 190/200 km ed esibisce un sistema di pareti non

eccessivamente elevate ma con evidenti segni dei successivi impatti, che ne modificarono notevolmente la morfologia, notando comunque vari tratti di linee di cresta sommitali molto interessanti all'osservazione telescopica.

Nella platea di Janssen, in questo caso completamente priva di un picco centrale, oltre a vari e modesti rilievi collinari vi si possono osservare estesi sistemi montuosi nel settore centro settentrionale, sui quali corrono lunghi crinali in modo particolare tra Fabricius e le pareti ovest-nordovest. Oltre agli innumerevoli crateri minori, da quelli di piccolissimo diametro fino ai più estesi Fabricius e Fabricius-A rispettivamente di 80 e 45 km, molti altri crateri sono posizionati lungo ciò che rimane dell'antichissima e semidistrutta cerchia montuosa intorno a Janssen.

Fra le peculiarità di questa antichissima formazione lunare non se ne può dimenticare la natura prevalentemente montuosa in cui l'effettivo fondo del cratere relativamente pianeggiante si riduce esclusivamente a una limitata area in prossimità della parete sud, come appare distintamente dalle osservazioni al telescopio. Possiamo citare inoltre la coppia di crateri Fabricius (diametro 80 km con pareti alte 2.500 metri) e Metius (diametro 90 km con pareti alte 3.000 metri). È interessante osservare come la parete che divide i due crateri confinanti fra loro (Fabricius nella platea di Janssen, Metius immediatamente all'esterno) coincida con un segmento della cerchia montuosa del molto più esteso Janssen.

Una ulteriore peculiarità consiste nelle omonime Rimae, uno spettacolare sistema di lunghi solchi che, dal cratere Fabricius, si sviluppano fino alla

parete sud per circa 150 km, dopo l'evidentissima e ampia curva che viene a costituire uno dei tratti essenziali che rendono praticamente inconfondibile il cratere Janssen nel variegato panorama lunare. Osservabili con strumenti riflettori intorno ai 150/200 mm, le rimae Janssen meritano approfondite osservazioni anche nel punto in cui il principale e più largo segmento di questo sistema di solchi si smista in numerosi altri sottili segmenti minori, orientati in direzione ovest-sudovest.

Infine da non trascurare un'altra bella coppia di crateri, stavolta situati immediatamente a sud di Janssen: Steinheil e Watt, entrambi con diametro di 70 km e pareti alte 3.000 metri.

Dal cratere Janssen, spostandoci di poco verso nordest, andremo a inquadrare col telescopio la Vallis Rheita, un'imponente e spettacolare