Coelum Astronomia 221 - 2018 - Page 114

Coelum Astronomia

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Durante la serata di ieri, 20 marzo 2018, per la prima volta in assoluto per me, il fenomeno che è stato denominato come STEVE (Strong Thermal Emission Velocity Enhancement) è apparso sulla sinistra dell'arco principale dell'aurora boreale, danzando per una mezz'ora nel cielo occidentale di Stornway, nelle Ebridi occidentali, dove risiedo!

Un tornado cangiante, con tonalità violacee, sempre in movimento, con forme sempre differenti! Non c'è una foto dove la vista sia uguale a quella precedente o successiva! Si tratta senza alcun dubbio di un'altra maestosità della Natura!

In questo mosaico di nove scatti possiamo vedere le migliori forme e colorazioni del fenomeno, che lo portano come in vita proprio di fronte ai nostri occhi!

STEVE: il mistero è risolto

di Maura Sandri - Media INAF

A sinistra. Un’altra bella ripresa del fenomeno da parte di Giuseppe Petricca.

Si chiama STEVE, acronimo di Strong Thermal Emission Velocity Enhancement. Il fenomeno è stato scoperto nel 2016 ma fino ad ora non si sapeva cosa fosse. Non si tratta infatti di una comune aurora polare, sebbene le assomigli.

Le aurore polari, causate dall’interazione delle particelle cariche di origine solare con la ionosfera terrestre, sono caratterizzate principalmente da estese bande luminose, tipicamente rosse, verdi o azzurre che si presentano come ovali attorno ai poli magnetici terrestri, chiamati ovali aurorali.

Steve si presenta come un nastro viola molto stretto e scintillante, a volte accompagnato da piccole strisce verdi simili a dita aguzze o a travi di una staccionata, osservato in cielo per un tempo variabile da 20 minuti a un’ora. Per la prima volta, grazie alla sinergia tra la citizen science e i ricercatori di vari istituti coinvolti, finalmente si è riusciti a scoprire qualcosa di più di questo strano fenomeno luminoso.

La notte del 25 luglio 2016 Steve è stato osservato da diverse persone che hanno riportato l’avvistamento, con fotografie e accurate descrizioni, sul sito di un progetto di citizen science chiamato Aurorasaurus, guidato da Liz MacDonald, del Goddard Space Flight Center della NASA. Finanziato dalla NASA e dalla National Science Foundation, il progetto registra le aurore boreali attraverso report inviati dagli utenti. In quell’occasione ci furono moltissimi avvistamenti di un qualcosa che, chiaramente, era molto diverso da un’aurora polare.

Leggi anche "L’incredibile bellezza delle aurore polari. Terrestri... ed extratterestri" di Giuseppe Petricca su Coelum astronomia 219 di febbraio 2018.