Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 93

del transito (Transit Duration Variation, TDV) sono state ampiamente riviste e aggiornate dopo l’entrata in funzione, nel 2009, del telescopio spaziale Kepler, che ha scoperto diverse centinaia di pianeti su orbite perturbate. In alcuni casi, questi dati sono stati utilizzati per scoprire ulteriori pianeti; tuttavia,

l’aspetto più interessante degli studi TTV e TDV è stato la caratterizzazione di sistemi planetari in cui transitano più pianeti. Le TTV possono essere utilizzate per dedurre gli elementi orbitali e la massa del pianeta invisibile e perturbatore. In alcuni casi questa tecnica potrebbe anche consentire la scoperta di pianeti con masse inferiori alla massa della Terra. Il primo rilevamento significativo di un pianeta invisibile, utilizzando la TTV, è stato effettuato dal telescopio Kepler: il pianeta è Kepler-19b che mostra una TTV con un’ampiezza di 5 minuti e un periodo di circa 300 giorni. Ciò indica la presenza di un secondo pianeta, Kepler-19c, che orbita con un periodo multiplo del periodo di Kepler-19b (vedi immagine nella pagina precedente in basso).

Gli amatori che si occupano di rilevare con precisione i tempi dei transiti devono prestare particolare attenzione alla perfetta sincronizzazione dell’orologio interno del proprio PC con un orologio standard di riferimento; perciò è opportuno installare software dedicati, come Atomic Clock Sync, o servizi simili.

Crediti: NASA.

Nel prossimo numero...

La trattazione della ricerca amatoriale di Pianeti Extrasolari continua nel prossimo numero: parleremo nel dettaglio dei vari ambiti di ricerca e osservazione, in tema di esopianeti, a cui un astrofilo o appassionato di osservazione del cielo potrà dedicarsi. Starspot, Exomoon, pianeti extrasolari dotati di anello… sono solo alcuni degli esempi di cui parleremo.

Non perdetevi la prossima parte!

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