Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 90

Donald Davies, Ernesto Guido, Federico Manzini, Giovanni Sostero), nella notte del 9/10 settembre 2007, a cogliere l’inizio di un transito, purtroppo non completo, a causa dell’arrivo di nubi che ricoprirono il cielo.

Fortunatamente, Jose Manuel Almenara Villa, all’Istituto Astrofisico delle Isole Canarie osservò quasi l’intero transito, che è durato 186 minuti.

Visto il successo di questa prima collaborazione, Laughlin ha continuato a promuovere ricerche e osservazioni con il supporto degli astrofili, concentrando la sua attenzione su pianeti extrasolari conosciuti che percorrono orbite eccentriche di lungo periodo. È una tipologia di ricerca che i professionisti tendono a evitare, essendo troppo bassa la probabilità di incappare in un transito prodotto da questo genere di pianeti. Invece, potendo contare su un numero consistente di appassionati, sufficientemente esperti e disposti ad affrontare progetti a medio o lungo termine, e con decine di potenziali obiettivi in ​​lista d’attesa, le prospettive di scoperta diventano sicuramente assai più allettanti.

Il Caso di HAT-P-22b

HAT-P-22b è un pianeta gigante denso, scoperto nel 2010, di 2,1 masse gioviane ma con un raggio pressoché identico al gigante del nostro sistema solare. Orbita in 3,2 giorni attorno ad una stella di tipo spettrale G5, magnitudine visuale 11,9, distante 250 anni luce, nell’Orsa Maggiore. Il transito ha una durata di 172 minuti ed una profondità di 12/1000 di magnitudine.

Il 4 aprile 2015 all’Osservatorio di Libbiano, gestito dall’Associazione Astrofili Alta Valdera, è stato ripreso il transito di HAT-P-22b con il telescopio Ritchey Chretien 500 mm, f/6 e camera CCD FLI - Kodak KAF 1001E class 1, 1024 x 1024 pixel. All’inizio del transito il cielo è sereno; passaggio di nubi / velature nella seconda metà del transito. Alberto Villa, direttore dell’Osservatorio scrive: «Abbiamo notato un ritardo di una decina di minuti nel tempo di entrate stimato dalle effemeridi. Più problematico capire se il tempo di uscita mantiene lo stesso ritardo, perché le condizioni meteo erano notevolmente peggiorate. Ci chiediamo ancora se si sia effettivamente trattato di un TTV». All’osservazione hanno partecipato: Valerio Menichini, Silvia Gingillo, Alberto Villa, Maurizio Feraboli, Lorenzo Bigazzi, Carlo Buscemi e Flavia Casini.

Tempi e profondità fotometrica dei transiti

Determinare in alta precisione i tempi del transito (ingresso e uscita) e la profondità della caduta di luce dei pianeti confermati è un ambito di ricerca che indubbiamente interessa i non professionisti. Dalla curva di luce di un transito è infatti possibile ricavare l’insieme dei parametri planetari e orbitali, ad esempio, il raggio del pianeta, l’istante centrale del transito e l’inclinazione della sua orbita. Se il tempo di metà transito, ricavato dalla riduzione fotometrica della curve di luce, differisce in modo significativo dalle effemeridi calcolate dalle precedenti osservazioni di transiti

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