Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 89

Il contributo degli amatori allo studio e alla ricerca dei pianeti extrasolari

Alla domanda: «in quali ambiti dello studio e della ricerca dei pianeti extrasolari i contributi degli amatori possono avere un valore scientifico significativo?», rispondo nel seguito suggerendo alcuni progetti e campi di ricerca alla portata dei non professionisti (e della loro strumentazione…).

Il Caso di HD 17156 b

Ciò è avvenuto nel 2007 quando la clamorosa osservazione di un transito del pianeta HD 17156 b sanciva la proficua collaborazione tra professionisti e astrofili. HD 17156 b è un esopianeta che si trova a circa 240 anni luce in Cassiopea (vedi immagine a destra); tre volte più massiccio di Giove. L’orbita del pianeta attorno alla sua stella, una subgigante gialla, è molto eccentrica e ha un periodo di circa tre settimane. È stato scoperto il 14 aprile 2007 al Keck and Subaru Telescope, con il metodo della velocità radiale, mentre successivamente fu osservato un transito sul disco stellare.

Ed è proprio per scoprire se il pianeta transita prospetticamente sulla sua stella che l’astronomo Gregory Laughlin (affiancato da Mauro Barbieri, Roi Alonso, Juan Almenara) organizzò una campagna internazionale d’osservazione che

portò gli astrofili italiani Daniele Gasparri e Claudio Lopresti (ma il gruppo impegnato nella ricerca era assai più ampio e comprendeva amatori di diverse nazionalità: Ron Bissinger,

In alto. Rappresentazione artistica del pianeta in Cassiopea, HD 171156. Crediti: Tyrogthekreeper.

A sinistra. Le curve parziali di luce del transito del 9/10 settembre 2007 del pianeta HD 17156 b, ottenute da (a partire dall’alto): F. Manzini, J.M. Almenara, C. Lopresti, D. Gasparri, R. Bissinger.

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