Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 78

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Coelum Astronomia

L’attività di ricerca dell’Italian Supernovae Search Project (ISSP), com’è noto, è rivolta quasi esclusivamente verso la caccia alle supernovae. Fra i vari Osservatori che compongo l’ISSP c’è però anche chi conduce la ricerca di stelle variabili, con numerose scoperte al proprio attivo come per esempio l’Osservatorio di Bassano Bresciano (BS), ma non solo...

Dell’ISSP fa parte anche l’Osservatorio di Monte Baldo (VR), che i nostri lettori conoscono bene per la scoperta di due supernovae, la SN2012fm in UGC 3528 e la SN2013ff in NGC 2748, ma si è distinto, nel 2016 e nel 2017, anche per la ricerca di Novae Extragalattiche ottenendo numerose scoperte: ben sei di cui tre in M31 e tre in M81. L’ultima di queste sei, della quale parleremo in questo articolo, è sicuramente la più interessante e particolare.

Questa nova, denominata AT2017jdm, è stata scoperta dal team dell’Osservatorio di Monte Baldo, formato da Raffaele Belligoli, Flavio Castellani, Claudio Marangoni e Fernando Marziali, nella notte della vigilia di Natale, individuata a mag. +17,8 nella galassia di Andromeda M 31.

Il fenomeno della “stella nova” può verificarsi in stelle binarie strette nelle quali le due componenti sono una gigante rossa e una nana bianca. In condizioni particolari la nana bianca, vista la sua densità e forza di gravità elevatissime, può sottrarre materia alla compagna. Tale materia, formata essenzialmente da idrogeno ed elio, ricade sulla nana bianca e va ad accrescere la sua massa. I gas, depositandosi sulla superficie della nana bianca, vengono compressi e riscaldati ad altissime temperature dalla gravità della stella. Col passare del tempo sempre più materiale si accumula, finché la pressione e la temperatura raggiunte sono sufficienti ad innescare una reazione di fusione nucleare (Leggi anche Storie di Novae su Coelum Astronomia 219).

Sotto. Immagine della scoperta della Nova "ricorrente" in M31 ottenuta dal team dell'Osservatorio di Monte Baldo.