Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 74

Coelum Astronomia

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La distanza del quasar è determinata da quello che viene chiamato redshift, (letteralmente “spostamento verso il rosso”), vale a dire l’allungamento della lunghezza d’onda della luce associata all’espansione dell’universo: più alto è il redshift, maggiore è la distanza, e più indietro gli astronomi stanno guardando nel tempo quando osservano l’oggetto.

Redshift e Distanza

fenomeno relativistico della lente gravitazionale gioca un ruolo fondamentale, amplificando la luce proveniente da oggetti distanti che vengano fortuitamente a trovarsi prospetticamente dietro grandi masse in grado di agire da “lente”.

Cercare e studiare i quasar ad alto redshift (ovvero alle distanze più grandi) diventa un modo per studiare non solo la formazione di questi "mostri" cosmici in accrescimento ma anche la formazione delle prime galassie e delle strutture cosmiche. Un modo per cercare di dare risposte, ma che come sempre pone anche ulteriori domande. Tra le altre: come potevano esistere simili aggregazioni di massa in un universo ancora giovanissimo?

Sopra. Rappresentazione schematica del viaggio nel tempo che è possibile effettuare grazie allo studio dei quasar più distanti. L’osservazione grazie a un grande telescopio (in basso a sinistra) permette agli astronomi di ricostruire informazioni in merito all’epoca della reionizzazione (le bolle a metà dell’immagine) in seguito al Big Bang (in alto a destra). Crediti: Carnegie Institution for Science