Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 7

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all'Osservatorio dell'ESO al Paranal, che e dai telescopi spaziali della NASA Spitzer e Kepler. Un'equipe di scienziati, guidati da Simon Grimm dell'Univeristà di Berna in Svizzera ha applicato complessi modelli numerici ai dati disponibili e ha determinato la densità dei pianeti con maggior precisione di quanto fosse possibile finora.

«I pianeti di TRAPPIST-1 sono così vicini l'uno all'altro che interferiscono tra di loro per effetto della gravità – spiega Simon Grimmcosì che il momento in cui passano di fronte alla stella si sposta leggermente. Lo spostamento dipende dalla massa dei pianeti, dalla loro distanza e da altri parametri orbitali. Con un modello numerico al computer simuliamo le orbite dei pianeti finché i transiti calcolati non sono in accordo con i valori osservati. Da qui deriviamo le masse dei vari pianeti».

Un altro membro dell'equipe, Eric Agol, commenta: «Uno degli scopi degli studi sugli esopianeti è stato, per qualche tempo, di studiare la composizione dei pianeti simili alla Terra per dimensione e temperatura. La scoperta di TRAPPIST-1 e le potenzialità delle strutture dell'ESO in Cile e del telescopio spaziale della NASA Spitzer lo hanno reso possibile, dandoci il primo assaggio di ciò di cui sono fatti i pianeti extrasolari di dimensioni terrestri».

Le misure di densità, combinate con i modelli di composizione dei pianeti, suggeriscono fermamente che i sette pianeti di TRAPPIST-1 non siano aridi mondi rocciosi. Sembrano contenere, infatti, quantità significative di materiali volatili, probabilmente acqua, fino in qualche caso, come abbiamo detto, a circa il 5% della massa del pianeta, una quantità enorme, se confrontata con lo 0,02% della massa d'acqua presente sulla Terra.

«La densità non dice nulla sull'abitabilità. Ma il nostro studio è ciononostante un passo avanti importante per farci capire se questi pianeti possano ospitare vita», commenta Brice-Olivier Demory, coautore, sempre dell'Università di Berna.

Gli scienziati si sono sorpresi nel trovare che TRAPPIST-1e sia l'unico pianeta del sistema appena più denso della Terra, il che indica che potrebbe avere un nucleo ferroso e che non necessariamente abbia un'atmosfera densa, un oceano o uno strato ghiacciato in superficie. È bizzarro che TRAPPIST-1e sia così più roccioso degli altri pianeti. In termini di dimensione, densità e radiazione ricevuta è il pianeta più simile alla Terra.

«È interessante notare che i pianeti più densi non sono necessariamente quelli più vicini alla stella e che i pianeti più freddi non possono avere atmosfere spesse», aggiunge Caroline Dorn, coautrice dell'articolo, dell'Università di Zurigo, Svizzera.

Il sistema di TRAPPIST-1 continuerà per molto tempo a focalizzare le attenzioni degli astronomi e di molte strutture osservative, sia da terra che dallo spazio, tra cui il futuro ELT (Extremely Large Telescope) e il Telescopio Spaziale James Webb della NASA/ESA/CSA.

Crediti: ESO/M. Kornmesser.