Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 65

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Sopra. Una bella immagine della stazione Tiangong-2 mentre sfreccia nel campo della Nebulosa di Orione. Ripresa di Claudio Pra (leggi l’articolo su questo stesso numero per maggiori informazioni).

Come procedere

La sfida è tutt'altro che semplice in quanto la Tiangong-1 attualmente è su un’orbita a 230 km di quota ed effettua circa 16 rotazioni al giorno intorno alla Terra. Dai calcoli risulta che, ammettendo un moto uniforme, la stazione si sposta di 4° ogni minuto a una velocità di più di 27.000 km/h.

Un oggetto cosi veloce non è certo facile da catturare con la classica strumentazione a disposizione di un astrofilo, a meno di non avere una montatura programmabile che permetta di inseguire il moto del satellite artificiale.

Una possibilità è quella di utilizzare una classica camera fotografica, con un obiettivo a grande campo (anche il classico 50 mm va benissimo), ed effettuare riprese al massimo valore di sensibilità ISO, scattare foto a ripetizione da 1-2 secondi di posa, al fine di ottenere quanto più possibile puntiforme la navicella. In queste condizioni dovremmo cercare di avere nelle nostre immagini un sufficiente numero di stelle e ovviamente la stazione Tiangong-1.

Se tutto va per il meglio riusciremo ad avere diversi frame che ci permetteranno di misurare la posizione della stazione e, con l'utilizzo di appositi software, di determinare l'orbita.

Fondamentale è registrare con estrema precisione il tempo di scatto, si deve essere certi di avere un’accuratezza entro un secondo di errore. Pertanto, prima di iniziare le riprese sarà necessario sincronizzare l'orologio della nostra macchina fotografia avvalendosi del servizio NTP sul proprio computer (il servizio che consente di ricevere il segnale orario preciso via internet) o utilizzando un servizio come quello disponibile all’indirizzo web https://time.is/UTC.