Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 63

Capita molto spesso di trovare nelle immagini astronomiche fastidiose tracce lineari dovute al passaggio di un satellite artificiale, tracce che di solito vengono rimosse con specifiche tecniche grazie ad appositi software in grado di migliorare l'estetica della nostra ripresa.

Altri astrofili (come ci racconta Claudio Pra nel suo articolo in questo stesso numero di Coelum Astronomia a pagina 112), al contrario, si cimentano nell'osservazione dei satelliti e in particolare della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) riuscendo in alcuni casi a catturare dettagli molto particolareggiati, oppure a riprendere il loro transito sul disco della Luna o del Sole.

In questo caso, invece, nonostante la ripresa di dettagli fini della stazione cinese sia comunque una sfida interessante, lo scopo principale è quello di ottenere misure di posizione della Tiangong-1.

I satelliti artificiali non splendono di luce propria, per cui per poterli osservare è necessario che si trovino in una posizione tale per cui possano riflettere la luce solare, rendendosi così visibili da Terra. In generale il miglior momento per

osservarli è poco dopo il tramonto o poco prima dell'alba, anche se i satelliti particolarmente lontani ricevono la luce del Sole anche nel corso della notte.

Alcuni, in virtù della loro orbita, possono diventare davvero molto luminosi tanto da

poter essere

osservati facilmente anche a occhio nudo, raggiungendo una luminosità paragonabile a quella di Venere se non ancora di più. Si tratta degli Iridium, satelliti per le telecomunicazioni che possono essere osservati praticamente ogni notte, i quali danno origine al fenomeno degli Iridium Flare (di cui abbiamo parlato nel numero scorso: leggi l’articolo di Giorgia Hofer su come

osservarli e riprenderli – Coelum Astronomia

219). Per aiutare nell’osservazione e la ripresa di questi fenomeni o del passaggio dei satelliti più luminosi esistono varie applicazioni, sia per computer che per smartphone, che forniscono l'orario del fenomeno, il percorso del satellite sulla volta celeste e utili indicazioni sulla luminosità.

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La ripresa fotografica della Tiangong-1:

una sfida per gli astrofili

di Paolo Bacci, Responsabile Sezione di Ricerca Asteroidi UAI

Sopra. Paolo Bacci, Responsabile Sezione di Ricerca Asteroidi UAI, Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese.

Doppio Iridium Flare ripreso da Giuseppe Petricca. Vedi l’immagine su PhotoCoelum.

Capita molto spesso di trovare nelle immagini astronomiche fastidiose tracce lineari dovute al passaggio di un satellite artificiale, tracce che di solito vengono rimosse con specifiche tecniche grazie ad appositi software in grado di migliorare l'estetica della nostra ripresa.

Altri astrofili (come ci racconta Claudio Pra nel suo articolo in questo stesso numero di Coelum Astronomia), al contrario, si cimentano nell'osservazione dei satelliti e in particolare della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) riuscendo in alcuni casi a catturare dettagli molto particolareggiati, oppure a riprendere il loro transito sul disco della Luna o del Sole.

In questo caso, invece, nonostante la ripresa di dettagli fini della stazione cinese sia comunque una sfida interessante, lo scopo principale è quello di ottenere misure di posizione della Tiangong-1.

I satelliti artificiali non splendono di luce propria, per cui per poterli osservare è necessario che si trovino in una posizione tale per cui possano riflettere la luce solare, rendendosi così visibili da Terra. In generale il miglior momento per osservarli è poco dopo il tramonto o poco prima dell'alba, anche se i satelliti particolarmente lontani ricevono la luce del Sole anche nel corso della notte.

Alcuni, in virtù della loro orbita, possono diventare davvero molto luminosi tanto da poter essere osservati facilmente anche a occhio nudo, raggiungendo una luminosità paragonabile a quella di Venere se non ancora di più. Si tratta degli Iridium, satelliti per le telecomunicazioni che possono essere osservati praticamente ogni notte, i quali danno origine al fenomeno degli Iridium Flare (di cui abbiamo parlato nel numero scorso: leggi l’articolo di Giorgia Hofer su come osservarli e riprenderli – Coelum Astronomia 219).

Per aiutare nell’osservazione e la ripresa di questi fenomeni o del passaggio dei satelliti più luminosi esistono varie applicazioni, sia per computer che per smartphone, che forniscono l'orario del fenomeno, il percorso del satellite sulla volta celeste e utili indicazioni sulla luminosità.

Sopra. Paolo Bacci, Responsabile Sezione di Ricerca Asteroidi UAI, Gruppo Astrofili Montagna Pistoiese.

A sinistra. Doppio Iridium Flare ripreso da Giuseppe Petricca. Vedi l’immagine su PhotoCoelum.