Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 50

Un fiore per Gagarin

Qualche giorno prima del lancio, Paolo Nespoli e i suoi compagni di viaggio, Sergey Ryazanskiy e Randy Bresnik, hanno svolto la tradizionale visita pre-volo alla tomba di Yuri Gagarin, le cui ceneri sono tumulate nelle mura del Cremlino.

La tradizione prevede che l’equipaggio di ogni missione si rechi a Mosca per lasciare un fiore sulla lapide di Yuri Gagarin e di altri personaggi storici dell’astronautica russa. Si tratta di uno dei vari “rituali” cui i cosmonauti partecipano pochi giorni prima della loro partenza, che includono la firma della porta della camera d’albergo, il taglio dei capelli e la piantumazione di un albero nel Viale degli Astronauti, che si trova presso il Cosmonaut Hotel in Kazakistan. Molte di queste tradizioni hanno avuto inizio proprio con la missione di Gagarin: fu lui a

piantare il primo albero e a chiedere un taglio di capelli un paio di giorni prima di partire a bordo della sua Vostok.

Si chiama Palazzo Celeste, un nome evocativo che è la traduzione dal mandarino della parola Tiangong. Stiamo parlando della Tiangong-1, la prima stazione spaziale cinese lanciata più di 6 anni fa e che, da qualche mese, è al centro dell’attenzione dei media, della comunità scientifica e delle agenzie spaziali di tutto il mondo per via del suo prossimo rientro nell’atmosfera terrestre.

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Rendering grafico della stazione spaziale Tiangong-1. Crediti: CMSA

Sebbene la sua missione fosse destinata a concludersi nel 2013, l'Agenzia Spaziale Nazionale Cinese (CNSA) ha esteso il servizio della stazione fino al 2016. A settembre del 2017 l'Agenzia Cinese ha riconosciuto che l'orbita della stazione era discendente e che quindi il satellite sarebbe rientrato a Terra più avanti nel corso del 2018.

Non è certo la prima volta che un satellite artificiale rientra a terra, trasformandosi in un colossale spettacolo pirotecnico, basti pensare al rientro della stazione spaziale russa MIR o di alcuni altri satelliti o laboratori spaziali americani. Ma allora perché questo caso è diverso? Cosa suscita tutto questo scalpore?

Il punto è che dal 2016 sembra che la CNSA ne abbia perso il controllo, aspetto che induce a guardare questo rientro sotto una nuova luce e contribuisce a suscitare l’interesse e l’attenzione speciali delle agenzie spaziali di tutto il mondo. Il secondo fattore, strettamente legato al primo, è l’incertezza che domina l’evento, incertezza sul quando e incertezza sul dove avverrà il rientro.

Sono proprio questi i due fattori che stanno tenendo il mondo con il fiato sospeso.