Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 39

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centrale, ha ripreso a funzionare come doveva, e quindi il razzo è arrivato troppo veloce (pare a circa 300 km/h) distruggendosi e danneggiando anche due delle turbine di stazionamento della piattaforma.

A T+08:40 è avvenuto lo spegnimento del secondo stadio, che ha continuato la sua corsa in un’orbita cosiddetta “di parcheggio” in attesa di raggiungere la posizione corretta e riaccendere il motore Merlin per dare alla Roadster la spinta decisiva verso un’orbita che raggiungerà, all’afelio (il punto più lontano dal Sole) la distanza di Marte. La spider di Musk non “atterrerà” sul Pianeta Rosso, al contrario di quanto creduto da molti, per evitare di inquinare Marte con un payload che ha molto poco di scientifico ma allo stesso tempo dimostrando di poterci arrivare in qualsiasi momento.

A T+28:22 il Merlin del secondo stadio è stato acceso per una seconda volta per 30 secondi, alzando l’apogeo in preparazione della terza e ultima spinta che avrebbe spedito la Tesla Roadster in un viaggio verso lo spazio profondo destinato a durare indisturbato per milioni di anni nel futuro.

L’originale carico del Falcon Heavy

Il nuovo razzo vettore pesante della SpaceX, il Falcon Heavy, ha trasportato a bordo come “payload”, ossia carico utile, una fiammante automobile Tesla Roadster (prodotta dalla casa automobilistica tesla, di proprietà dello stesso Elon Musk). Al posto di guida dell’automobile troviamo Starman, un manichino vestito con la tuta spaziale di ultima generazione prodotta da SpaceX. Come se ciò non bastasse in quanto ad originalità (normalmente vengono usati semplici pesi per simulare il carico), ci sono altri elementi dell’inusuale carico che forse sono sconosciuti ai più.

La roadster porta, infatti, nel suo bagagliaio un modellino Hot Wheels di sé stessa guidata da un modellino di Starman. È presente anche una copia digitale di “Fondazione” di Isaac Asimov, più noto qui in Italia con il titolo “Cronache della galassia”. C’è anche una placca affissa tra lo stadio superiore del Falcon Heavy e la Tesla che riporta i nomi di più di 6.000 dipendenti di SpaceX. Va anche aggiunto che su qualche circuito della Tesla, una piastra riporta la dicitura “Made on Earth by humans” (“Prodotto sulla Terra dagli umani”), come lo stesso Elon Musk ha riportato in un suo post di Instagram il giorno del lancio. Tutto questo, insieme al richiamo a “Guida galattica per autostoppisti” di Douglas Adams fatto da quella scritta “Don’t panic” (“Niente panico”) sul display del navigatore posto sul cruscotto della Tesla e alle note di “Life on Mars” di David Bowie durante il lancio, fanno forse dell’evento il più grande festival della cultura pop e nerd che si possa immaginare unito al lancio di un razzo.

Alcuni dei mini dischi ottici digitali 5D fabbricati dalla Arch Mission Foundation con il testo della Trilogia della Fondazione di Isaac Asimov. Uno di questi è parte del payload del Falcon Heavy Crediti: Arch Mission Foundation.

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