Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 36

36

Coelum Astronomia

Dopo il liftoff, a T+01:06 il razzo ha superato brillantemente il momento critico del “Max-Q”, cioè la fase di volo durante la quale il lanciatore subisce l’azione combinata di tutte le forze aerodinamiche tipiche di un lancio, come la spinta e le vibrazioni strutturali indotte dai ventisette motori e la resistenza aerodinamica dell’aria, ancora relativamente densa alla quota raggiunta in quel momento .

A T+02:30 è stato il momento della cosiddetta BECO (Booster Engine Cutoff), lo spegnimento dei due booster laterali in preparazione al distacco avvenuto regolarmente circa 5 secondi dopo. Da quel momento lo stadio centrale ha proseguito in solitaria la sua corsa verso l’orbita, continuando la fase propulsa fino a T+03:20 quando è avvenuta la MECO (Main Engine Cutoff), cioè lo spegnimento dei motori principali ed il distacco del secondo stadio.

Le fasi della salita

differenti punti di vista. Abbiamo potuto così ammirare uno spettacolo quasi incredibile, che supera per grandiosità, stranezza e fascino qualsiasi cosa si sia vista fino ad oggi in un lancio spaziale. I momenti più suggestivi sono stati ovviamente quelli in cui la Terra ha attraversato il campo di ripresa delle telecamere, rubando la scena alla Tesla. Probabilmente neppure agli sceneggiatori di un film di fantascienza sarebbe venuto in mente di creare delle sequenze con la Terra osservata da un’auto sportiva in volo nello spazio. Che fine farà ora la Tesla Roadster? Trascorrerà probabilmente almeno qualche milione di anni a vagare nel sistema solare interno. Starman, l’uomo delle stelle al volante della Tesla, trascorrerà insomma molti, molti anni solitari, perso nel vuoto dello spazio, invisibile e lontano. Per fortuna è solo un manichino.

Tratto da Spazio Tempo Luce Energia, il blog di Michele Diodati.

Sopra. È un Elon Musk estasiato – e a ragione – quello visibile in questo fotogramma tratto dal video “Behind-the-Scenes: See How Elon Musk Celebrated the Falcon Heavy Launch” di National Geographic. Clicca per vedere il video.

»