Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 25

Opportunity – Marte, Sol 4969 (15 gennaio 2018).

Il MER-B prosegue l’esplorazione della “Perseverance Valley” posta sul bordo occidentale del cratere Endeavour.

Quattordici anni su Marte non sono sicuramente uno scherzo e Opportunity ci ha dimostrato che un buon progetto e un’ottima realizzazione possono dare risultati incredibili. Come ripetuto diverse volte, il rover è giunto sul Pianeta Rosso per fare una missione di 90 giorni, ma mancano ormai pochi sol a un impensabile traguardo, 5.000 sol su Marte, obiettivo che nessuno avrebbe mai potuto immaginare quando 14 anni fa la missione operativa iniziava dopo aver compiuto un atterraggio praticamente perfetto.

Oppy ha raggiunto la biforcazione della vallata che studiava già un mesetto fa e il team di piloti ha deciso per il percorso che punta più a nord, imboccando quella direzione.

Nel frattempo, visto che le batterie di bordo iniziano ad avere dei sintomi di invecchiamento, è giunto il momento di utilizzare un dispositivo ancora mai utilizzato: lo Zero Degree Heater (ZDH) che si deve occupare di tenere in temperatura proprio le batterie per ottimizzarne le condizioni di funzionamento. Il primo test, rigorosamente manuale per evitare che malfunzionamenti ai termostati possano compromettere l’integrità del veicolo, è avvenuto nella mattinata del Sol 4964 (il 10 gennaio scorso) ed è stato un pieno successo. D’ora in poi, i pacchi batterie di Oppy non avranno più problemi con il freddo ambiente marziano e potranno così dare ancora il loro meglio nonostante l’età avanzata.

Al Sol 4964 (10 gennaio 2018), l’energia generata dai pannelli solari è stata di 426 Wh con

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Mars Exploration Rover

Crediti: NASA/JPL.

Mars Science Laboratory

CuriosityMarte, Sol 1846 (15 ottobre 2017).

Il grande rover sta salendo lungo le pendici del Monte Sharp, una formazione rocciosa alta 4800 metri posta al centro del cratere Gale, dove è atterrato oltre cinque anni fa.

Fra i compiti di Curiosity c’è anche lo studio degli effetti delle radiazioni solari che giungono sulla superficie del pianeta rosso e quale occasione migliore di una potente tempesta solare? L’11 settembre scorso una violenta eruzione solare ha investito il nostro sistema planetario con una quantità enorme di particelle cariche. Anche su Marte le sonde orbitali hanno rilevato aurore di intensità decine di volte superiore alla normale attività della nostra stella, mentre MSL con il suo strumento Radiation Assessment Detector (RAD) ha monitorato la situazione dalla superficie.

Questi dati sono di estrema importanza perché possono dare preziose informazioni sull’abitabilità della superficie stessa e soprattutto possono dare una prima idea della protezione necessaria per far sì che gli uomini possano un giorno abitare Marte.

Intanto il lavoro prosegue.

Sotto. Cratere Gale. Crediti: NASA.

circa 100 metri la chiatta automatica “Of Course I Still Love You” su cui doveva scendere, precipitando in mare e inabissandosi nell’oceano Atlantico. L’avaria è stata provocata dalla mancata accensione di 2 dei 3 motori che si occupano di controllare il rientro verso la Terra: la causa più probabile è stata l’esaurimento dei propellenti.

Ma uno degli scopi di questo lancio, oltre a dimostrare che SpaceX è all’avanguardia nella gestione dei lanci orbitali, era anche attestare la possibilità dell’azienda privata di poter inviare un carico utile su un’orbita eliocentrica, potenzialmente in grado di raggiungere Marte. Il payload di questo test era la Tesla Roadster di Elon Musk, fondatore sia di Tesla che di SpaceX, inserendo così una nota curiosa in un esperimento che ha immediatamente assunto una connotazione divertente nel momento in cui al volante dell’auto si è visto un manichino con la tuta da astronauta in un atteggiamento spavaldo con il braccio fuori dal finestrino: le immagini di Starman che si allontanava dalla Terra hanno fatto il giro del mondo!

La missione ha visto la vettura compiere due orbite complete del nostro pianeta per poi

allontanarsi rapidamente in seguito alla terza

accensione avvenuta alle 0230 TU del 7 febbraio che ha posto il veicolo in una traiettoria di fuga. Alle 0419 TU dell’8 febbraio la Roadster oltrepassava l’orbita della Luna. Alle 1800 TU dell’11 febbraio lasciava il sistema Terra-Luna (Hill Sphere) inserendosi su un’orbita eliocentrica di 0,99 UA x 1,71 UA x 1,1°. Starman incrocerà l’orbita di Marte a luglio di quest’anno raggiungendo l’afelio della propria orbita il 19 novembre.

Complimenti a SpaceX per aver raggiunto questo livello di affidabilità nell’hardware che produce: ricordiamoci che questo era il primo volo test di questo potentissimo vettore.

Crediti: SpaceX.

Crediti: SpaceX.

Tutti i dettagli e le immagini del lancio le trovate a pagina 28