Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 23

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interstellare di gas e polveri. Tuttavia, la massa da sola non è un elemento sufficiente per distinguere tra un pianeta gigante e una nana bruna, ma occorrono altre proprietà. Nel suo studio, Schlaufman introduce come proprietà discriminante la composizione chimica della stella che ospita il Sistema planetario.

Secondo il ricercatore, è possibile tracciare l’identikit di un sospetto pianeta non solo dalla sua fisionomia ma anche – per così dire – dalle compagnie che frequenta. I pianeti giganti come Giove, per esempio, si trovano per lo più attorno a stelle che contengono una quantità di ferro maggiore rispetto al nostro Sole, mentre le nane brune sono meno discriminanti.

Risulta quindi ragionevole trovare pianeti giganti nei pressi di stelle che contengono elementi pesanti, da cui si possono formare le rocce che costituiscono i semi per lo sviluppo del pianeta. Non è così, invece, per le nane brune, che hanno un parto di tipo diverso.

Nelle statistiche dei sistemi stellari studiati, Schlaufman ha cercato di individuare quale fosse la massa oltre la quale, gli oggetti “smettono di preoccuparsi” per la composizione chimica della stella attorno cui orbitano. Il ricercatore ha trovato che gli oggetti più massicci di circa 10 volte la massa di Giove snobbano gli ambienti stellari con molti elementi pesanti, adatti a formare rocce.

Per questo motivo, stanti le conoscenze attuali, l’autore del nuovo studio propone di considerare gli oggetti superiori a 10 masse gioviane come nane brune e non come pianeti.

Sopra. Confronto delle dimensioni medie di una stella nana bruna con quelle del Sole, di una stella di bassa massa e di Giove. Crediti: Goddard Space Flight Center Nasa.