Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 22

Dove finisce un pianeta e comincia una stella?

di Stefano Parisini - Media INAF

Coelum Astronomia

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Crediti: NASA/JPL.

La questione della classificazione degli oggetti è sempre stato un tema spinoso per via della necessità di individuare correttamente i parametri su cui operare la distinzione. Ciò è strettamente legato alla capacità di indagine. Le eccezioni e soprattutto i casi "intermedi" producono sempre incertezza, a volte al punto da mettere in discussione l'intera classificazione. Così è accaduto anche per i pianeti: basta ricordare il caso di Plutone declassificato a "pianeta nano" nel 2006 e che ora cerca riscatto.

Se sulle dimensioni minime c’è abbastanza accordo, quanto può essere grande un pianeta per continuare a essere considerato tale? Non è solo una questione semantica, ma è strettamente legata alla dettagliata conoscenza del meccanismo con cui si formano i pianeti, in particolare quelli giganti come Giove.

In un nuovo studio, pubblicato di recente su Astrophysical Journal, l’astrofisico Kevin Schlaufman della Johns Hopkins University ha stabilito che il limite superiore alla massa di un pianeta è compreso tra le quattro e le dieci masse gioviane.

Le conclusioni della nuova ricerca sono basate sulle osservazioni di 146 sistemi planetari al di fuori del Sistema Solare. L’obiettivo dello studio è di riuscire a distinguere tra due tipi di corpi celesti le cui caratteristiche si possono in certi casi sovrapporre: pianeti giganti e cosiddette nane brune.

Le nane brune sono più massicce dei pianeti, ma meno delle stelle più piccole, e si possono considerare delle stelle mancate. Al contrario dei pianeti giganti, che raggiungono le loro dimensioni per accrescimento progressivo di un involucro gassoso attorno a un nucleo solido, si pensa che le nane brune si formino come fanno le stelle, per collasso gravitazionale di una nube