Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 18

Quattro telescopi in uno

per un gigante da 16 metri

di Redazione Media INAF

Quattro telescopi, quelli che compongono il Very Large Telescope (VLT) dell’ESO, in Cile, e un solo obiettivo: osservare contemporaneamente la stessa porzione di cielo, per ottenere dati astronomici super dettagliati. Questo è accaduto la notte tra il 3 e il 4 febbraio scorsi: la luce raccolta dai singoli telescopi da 8 metri del VLT è stata combinata con successo nello strumento Espresso, creato per questo scopo, rendendo il Very Large Telescope il più grande telescopio ottico al mondo oggi operativo in termini di superficie di raccolta della luce: tanta quanta quella di un singolo strumento con lo specchio principale da 16 metri di diametro! Importante è la partecipazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) all’ideazione e alla realizzazione dell’ambizioso progetto.

Le prime osservazioni di Espresso sono arrivate a conclusione di una meticolosa campagna di preparazione condotta dal consorzio Espresso, guidato dall’Osservatorio Astronomico dell’Università di Ginevra e con la partecipazione di centri di ricerca dall’Italia con gli Osservatori Astronomici dell’INAF di Trieste e di Brera, Portogallo, Spagna e Svizzera oltre che da personale dell’ESO.

Espresso (acronimo di Echelle SPectrograph for

Rocky Exoplanet and Stable Spectroscopic Observations, ovvero Spettrografo echelle per osservazioni di esopianeti rocciosi e spettroscopia ad alta precisione), è lo spettrografo che sarà il successore dello strumento Harps installato all’Osservatorio di La Silla,

sempre in Cile. Il salto in avanti rispetto al predecessore sarà enorme, migliorando la precisione delle misure di

velocità radiale di parecchie decine di volte. Due tra i principali obiettivi scientifici di Espresso sono la scoperta e la caratterizzazione di pianeti extrasolari simili alla Terra e la ricerca di possibili variazioni nelle costanti fisiche fondamentali. Quest’ultimo compito in particolare necessita di osservazioni di quasar molto lontani e deboli: la possibilità di “sommare” la luce di uno stesso oggetto celeste raccolta da ciascuno dei quattro telescopi di cui è composto VLT sarà una caratteristica fondamentale per ottenere risultati di altissima precisione. L’estrema difficoltà di riuscire a combinare contemporaneamente la luce da tutti e quattro i telescopi nella modalità che prende il nome di “fuoco incoerente” non aveva permesso di ottenere questo risultato prima d’ora. I problemi tecnici sono stati superati costruendo apparati dedicati sulle singole unità del VLT e strutture sotterranee negli spazi che li separano, all’interno della montagna sulla quale sorge il complesso astronomico del Paranal. Un sistema di specchi, prismi e lenti trasmette la luce da ciascun telescopio allo spettrografo Espresso fino a distanze di 69 metri.

Sotto. L’immagine mostra in modo semplificato come la luce raccolta dai quattro telescopi del Vlt viene combinata nello strumento Espresso, che si trova al di sotto della piattaforma del Vlt. Crediti: Eso/L. Calçada

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