Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 151

Tutte le immagini presenti nella rubrica, salvo diversa indicazione, sono state realizzate dall’autore, Francesco Badalotti con un telescopio Maksutov Cassegrain in configurazione Rumak diametro 255mm F20 (Tubo ottico con 7 diaframmi interni, Ottica Zen) a fuoco diretto e senza filtri + camera Imaging Source DBK41AU02.AS raw colori con risoluzione di 1280 x 960. Esposizione di 2'30" a 7,5 fps a 1/9". Formato video/codec Y800/RGB24. Montatura SW NEQ6/Pro potenziata con barra, due contrappesi e piastra Geoptik. Elaborazione video in Autostakkert.2.6.8, elaborazione immagini in Registax6 con filtri Wavelets + Color Mixing e ritocchi finali in Photoshop. Il telescopio si trova sul balcone al primo piano esposto a N-E-S fino a 15° oltre il meridiano. La postazione è semifissa e completamente protetta da uno specifico telo Geoptik.

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Autolycus

Veniamo ora al più piccolo dei tre, il cratere Autolycus, con diametro di 41 km, la cui origine risale al Periodo Geologico Copernicano collocato non oltre 1 miliardo di anni fa. La cerchia montuosa intorno al cratere, alta 3.400 metri, presenta una forma abbastanza regolare sormontata da lunghe linee di cresta e con estesi terrazzamenti lungo il versante interno. Degno di nota è il cratere Autolycus-A (diametro 4 km) incastonato proprio sulla sommità della parete est, oltre a numerosi micro crateri sparsi lungo le pareti.

La platea di Autolycus è piuttosto tormentata, con vari rilievi collinari e piccoli crateri minori. Anche da questa struttura lunare si estende radialmente una raggiera ma risulta meno evidente rispetto al suo vicino che abbiamo appena visitato. L'area esterna di Autolycus è direttamente interessata dalla notevole ragnatela formata da allineamenti e catene di innumerevoli craterini e microcrateri proveniente da Aristillus, per cui avremo solo l'imbarazzo della scelta per effettuare dettagliate osservazioni in una regione lunare estremamente ricca di dettagli.