Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 149

nordovest la cui osservabilità, almeno nel tratto iniziale, viene agevolata dalla minore albedo esibita dagli scuri basalti del Sinus Lunicus. Osservando più attentamente se ne percepisce la (problematica) prosecuzione in direzione dei monti Spitzbergen passando per Archimedes-V (3 km), ma anche in questo caso dovremo attendere le fasi vicine al Plenilunio.

Infine a sudest di Archimedes si trova la Palus Putredinis, un'area pianeggiante di circa 180 km di diametro, estesa fino alla base dei monti Appennini, dove potremo osservare lo spettacolare e profondo solco sinuoso della Rima Hadley esteso da sudovest a nordest per un centinaio di chilometri, noto per lo sbarco della missione lunare di Apollo 15, individuabile con un telescopio riflettore intorno ai 200mm.

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I nomi e i riferimenti storici

Regiomontanus: denominazione assegnata nel 1651 da Riccioli dedicata all'astronomo e matematico tedesco Johann Muller (1436-1476) noto come Regiomontanus in riferimento alla città natale Konigsberg. Oltre alla composizione di varie opere, il suo maggior merito riguardo l'astronomia consiste nell'avere inserito le comete nella tipologia degli astri dotati di un movimento di cui è possibile stabilire astronomicamente le successive posizioni.

Tycho: la denominazione di questo cratere venne dedicata all'astronomo danese Tycho Brahe (1546-1601) il cui nome comparve nel 1651 sulla mappa del Riccioli in riferimento a quella del suo allievo Grimaldi, mentre sulla carta realizzata nel 1647 da Hevelius questo cratere riporta la denominazione Mons Sina.

3 a e b

Esplorazione Lunare

Le sonde Surveyor furono le prime sonde americane ad effettuare atterraggi morbidi sulla superficie lunare. Surveyor 7, lanciato il 10 gennaio 1968, atterrò in prossimità del cratere Tycho col compito di raccogliere informazioni ambientali necessarie per le future missioni Apollo.

I nomi e i riferimenti storici

Archimedes: Denominazione assegnata dal Riccioli nel 1651, dedicata al grande matematico e fisico di Siracusa Archimede (278 a.C. - 212 a.C.). Noto come inventore di varie macchine da guerra utilizzate per la difesa di Siracusa assediata dai Romani, autore di varie opere tra cui I principi della meccanica, Arenario, Della sfera e del cilindro, Principio di Archimede, ecc.

Aristillus: Il nome fu assegnato nel 1651 dal Riccioli dedicato all'astronomo greco Aristillo (IV-III secolo a.C.) vissuto ad Alessandria dove lavorò nell'Osservatorio istituito nella celebre Biblioteca dove, con la strumentazione a sua disposizione, effettuò determinazioni riguardo l'eclittica realizzando con Timocharis un preciso catalogo contenente le posizioni di una serie di stelle luminose. Dopo circa 150 anni Ipparco scoprì il fenomeno della precessione degli equinozi confrontando i suoi dati rispetto a quelli acquisiti da Aristillo.

Autolycus: Nome assegnato dal Riccioli nel 1651 dedicato al matematico e astronomo Autolico (IV secolo a.C.).

Esplorazione Lunare

Nell'area fra i crateri Archimedes e Autolycus, il 13 settembre 1959, avvenne l'impatto della sonda sovietica Luna2. Questa fu la seconda sonda lanciata dall'URSS verso il nostro satellite ma la prima a raggiungere il suolo lunare.

Aristillus

Circa 110 km a nordest di Archimedes osserviamo ora Aristillus, il più settentrionale di questo terzetto, un cratere di 56 km di diametro la cui formazione risale al Periodo Geologico Copernicano collocato non oltre 1 miliardo di anni fa. Questa eccezionale struttura lunare è contornata da un imponente sistema di pareti terrazzate la cui altezza raggiunge i 3.600/3.700 metri con ripidi pendii e lunghe linee di cresta sommitali. Le pareti intorno al cratere si presentano regolari e ben conservate, ad eccezione del lato settentrionale in cui si nota un evidente fenomeno franoso verso l'interno del cratere.

La platea di Aristillus appare notevolmente ridotta a causa dell'invadenza dei terrazzamenti che dalla sommità delle pareti si estendono fino a occupare buona parte del fondo del cratere dove si potranno osservare numerosi piccoli craterini. In posizione centrale si innalza un vasto sistema montuoso multiplo costituito da alcune cime alte