Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 140

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ore prima inserito la scoperta. L’americano, che non è nuovo a scoperte luminose (è sua infatti la scoperta della brillante supernova in NGC 6946 che ha catalizzato l’attenzione nel 2017), aveva ripreso l’immagine due giorni dopo Campaner, ma controllandola immediatamente ha battuto sul tempo l’astrofilo trevigiano che si è dovuto perciò accontentare della pre-discovery o, al massimo, della scoperta indipendente. Per onor di cronaca, lo spettro è stato ripreso nella stessa notte della scoperta dall’astrofilo inglese Robin Leadbeater, con il suo telescopio C11 da 280mm (vedi Rubrica Supernovae su Coelum Astronomia 219) e la sera seguente dal Haleakala Observatory nelle Isole

Hawaii con il Faulkes Telescope North da 2 metri, classificando la supernova di tipo II a cui è stata assegnata la sigla definitiva SN2018gj.

Questa supernova è un facile oggetto da osservare poiché, oltre alla discreta luminosità, è posta molto fuori dai bracci della galassia ospite. Circumpolare a 12° dal Polo Nord è perciò visibile tutta la notte.

Se Paolo Campaner ha solo sfiorato la scoperta, il team dell’Osservatorio di Montarrenti (SI), membro ISSP, formato da Simone Leonini, Massimo Conti, Paolo Rosi, Luz Marina Tinjaca

Ramirez, nella notte dell'11 febbraio sono riusciti a mettere a segno la prima scoperta italiana del 2018. Il nuovo oggetto è stato individuato a mag. +18 nella galassia a spirale barrata NGC 5618, posta nella costellazione della Vergine a circa 310 milioni di anni luce. I senesi avevano però a disposizione una sola immagine e prima di inserire la scoperta nel Transient Name Server, era necessario ottenere un’immagine di conferma. La notte seguente vengono

Sopra. Paolo Campaner accanto al suo telescopio da 400mm F. 5,5.

Sotto. SN2018rz in NGC 5618 ottenuta da Paolo Campaner con un riflettore da 400mm F. 5,5 somma di 11 immagini da 75 secondi.