Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 136

Concludiamo con qualche consiglio per ricavare degli utili dati dall’osservazione delle comete. Sostanzialmente un serio osservatore visuale dovrebbe sempre fare una stima di luminosità dell’oggetto.

Qui descriviamo il Metodo di Sidgwick, probabilmente il più semplice e usato, che propone un confronto tra l’immagine a fuoco di una cometa con quella ottenuta in extrafocale su stelle poste nelle vicinanze. Occorre quindi sfocare le stelle di confronto fino a ottenere lo stesso diametro della cometa, e a quel punto valutare se la luminosità coincide. Si va ovviamente per tentativi, fino a trovare la stella giusta. A quel punto basta ricavare da un software planetario astronomico la luminosità della stella confrontata per risalire alla magnitudine della cometa.

Un po’ di pratica ed esperienza renderà l’operazione abbastanza semplice. Per misurare il diametro della chioma e la lunghezza della coda, si prenderà invece a riferimento la distanza che separa due stelle presenti nel campo, che deve ovviamente essere simile a quella cercata, ricavabile anche in questo caso con un software planetario.

Un altro parametro da valutare è il grado di condensazione, ovvero quanto è compatta la chioma. In questo caso si confronta l’aspetto di una cometa con uno schema che classifica i gradi di condensazione (vedi immagine in basso). L’intervallo va da 0 (chioma completamente diffusa) a 9 (chioma di aspetto stellare).

L’interessato, ovvero l’oggetto chiamato Chirone (classificato, come asteroide, 2060 Chiron), divenne quindi il capostipite di una nuova categoria di singolari oggetti a cui appartiene anche 174P/Echeclus, protagonista nello scorso dicembre di un outburst che l’ha reso osservabile perfino in visuale. Niente di che, stiamo parlando di un picco di luminosità che si è fermato appena al di sopra della tredicesima magnitudine, un evento da considerare però eccezionale date le distanze in gioco, che fa seguito ad altri outburst avvenuti nel 2006, 2001 e 2016. Nell’ultima occasione Echeclus ha raggiunto la massima luminosità fino a qui registrata. Dunque perché non provare a tenerlo d’occhio sperando in un

secondo evento a breve distanza dal precedente?

Ok, nulla ci garantisce sulla riuscita dell’osservazione, si tratta di una scommessa come già anticipato, ma in mancanza di alternative potrebbe essere stimolante sperare di poterla vincere, mettendo nel proprio carniere la rarissima e prestigiosa osservazione di un Centauro.

Il consiglio è quello di cercare l’oggetto in prima serata utilizzando strumenti dai 25 cm di diametro in su, che dovremo puntare tra le stelle dell’Ariete. Una cartina celeste molto dettagliata risulterà indispensabile, così come un cielo impeccabile. Buona fortuna!

La stima di luminosità di una cometa

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La nomenclatura da asteroide della cometa 174P/Echeclus è 60558 Echeclus.