Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 116

Transito dello Shuttle Discovery (la “strisciata” più sottile è della ISS a distanza di un minuto).

mi sono sfuggiti. Ricordo il giorno del disastro del Columbia, disintegratosi con sette uomini a bordo in fase di rientro a terra. La mattina del giorno dell’incidente mi alzai presto per cercarlo, ma non riuscii a vederlo. La sera seppi che era finito in mille pezzi. Avevo mancato l’occasione di dargli l’ultimo saluto. Era il primo febbraio 2003.

Significativa nel febbraio del 2008 l’osservazione del satellite spia americano USA 193, che ormai fuori controllo era prossimo all’impatto con la nostra atmosfera. Lo osservai qualche giorno prima della sua fine. La sua quota era talmente bassa che lo vidi letteralmente sfrecciare tra le stelle.

Sempre in tema Space Shuttle, particolarissimo uno scarico d’acqua del Discovery in cui mi imbattei fortunosamente sempre nel 2011. Era l’ultimo volo di quella navetta, che sfilò in cielo precedendo di poco la Stazione Spaziale. Notai un puntino luminoso con tanto di coda allargata che lo seguiva, quasi fosse una cometa.

Ancora nel 2011 ho avvistato la vela solare NanoSail-D sperimentare un nuovo sistema di propulsione. Circumnavigò la Terra per 240 giorni prima di distruggersi nel rientro in atmosfera.

Nel gennaio del 2012 altro schianto con l’atmosfera. Quella volta toccò alla sonda russa Phobos Grunt, lanciata un paio di mesi prima con l’ambizioso obbiettivo di raggiungere la luna marziana Phobos e di riportare a terra qualche frammento del suo terreno. Per un malfunzionamento non riuscì a lasciare l’orbita di parcheggio attorno alla Terra e in seguito precipitò. Riuscii a riprenderla qualche giorno prima dell’impatto fatale.

Più recentemente ho osservato il transito della navetta cinese Shenzhou 6 con due taikonauti a bordo. Era il secondo volo con equipaggio ed il primo con due membri. In seguito ho potuto osservare anche la Shenzhou 7 con 3 Takonauti a bordo.

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