Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 114

A volte però possono dare vita a un qualcosa di davvero incredibile. Infatti tra gli appassionati sono famosi i loro flare, ossia dei brillamenti, provocati dalle loro antenne altamente riflettenti che generano dei lampi luminosi, a volte mostruosamente luminosi. Chi non conosce il fenomeno resta di stucco, dando ad esso chissà che interpretazione. Chi lo conosce gode invece consapevolmente di un grande spettacolo. Ne ha parlato la brava Giorgia Hofer nella sua rubrica Uno scatto al mese del numero scorso, che ovviamente vi invito a leggere, se ancora non l’avete fatto.

Quel che solitamente si osserva è inizialmente un puntino piuttosto anonimo di quinta o sesta magnitudine che però a un certo punto aumenta lentamente di luminosità fino ad arrivare al suo apice. Il brillamento dura qualche secondo e in seguito il satellite perde luminosità tornando nell’anonimato. Mi è capitato di osservare alcuni brillamenti che hanno raggiunto una magnitudine di –9, tale da proiettare delle ombre sul suolo. Davvero impressionante! I flare possono comunque raggiungere una diversa luminosità, che è facilmente prevedibile, così come il punto del cielo in cui si verificherà il fenomeno. Questo ovviamente consultando i siti specializzati.

Altri due satelliti molto meno appariscenti ma prestigiosi, che valgono l’osservazione, sono i “palazzi celesti”, ovvero le stazioni spaziali cinesi Tiangong-1 e Tiangong-2. La prima è ormai abbandonata e, pare, fuori controllo (vedi l’articolo dedicato su questo numero), mentre la seconda si arricchirà di nuovi moduli. Non sono mai luminosissime, ma possono a volte scendere sotto la seconda magnitudine e dunque essere facilmente avvistabili a occhio nudo. Interessanti anche le navette spaziali cinesi Shenzhou, che portano astronauti, anzi, taikonauti, nello spazio.

Meno luminoso, e visibile sostanzialmente solo con un binocolo, il primo satellite nord coreano, sfuggito al controllo. Lo si vede sfrecciare tra le stelle esibendo rapide variazioni di luminosità, indice che è in veloce rotazione, a conferma dell’assetto ormai perduto.

Notevole flare di un satellite IRIDIUM.

Interessanti anche le osservazioni dell’OTV

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