Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 139

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Italian Supernovae Search Project

(http://italiansupernovae.org)

La prima scoperta italiana del 2018

...e una seconda persa per un soffio!

Nel fare ricerca di supernovae a livello amatoriale è fondamentale il requisito di continuità e costanza nelle riprese, perché solo di fronte ai grandi numeri è possibile ottenere delle scoperte. Questo però non è sufficiente, perché i controlli devono essere effettuati in maniera dettagliata, analizzando il soggetto principale fino vicino al nucleo, desaturando l’immagine, e senza tralasciare le galassie secondarie presenti nel campo. Gli effetti positivi di queste accortezze però svaniscono se i controlli non vengono effettuati con la massima rapidità. Meglio sarebbe compiere il controllo la sera stessa della ripresa o al massimo il giorno seguente, perché altrimenti è possibile che altri astrofili sparsi per il mondo, o gli ormai numerosi programmi professionali automatizzati di ricerca di supernovae, possano soffiarci sul tempo la scoperta.

Questo purtroppo è proprio ciò che è accaduto all’astrofilo trevigiano di Ponte di Piave Paolo Campaner, che per impegni personali ha controllato la mattina di domenica 14 gennaio un’immagine della galassia NGC 6217 ripresa prima dell’alba di venerdì 12 gennaio. Campaner ha notato subito il luminoso oggetto di mag. +14,8 visibile al di fuori dei bracci della galassia a spirale barrata NGC 6217, posta nella costellazione dell’Orsa Minore a circa 60 milioni di anni luce.

Appurato che non si trattava di un pianetino, ha controllato che non fosse una supernova già scoperta e con grande disappunto ha appreso dal TNS Transient Name Server che l’astrofilo americano Patrick Wiggins aveva poche

SUPERNOVAE

A cura di Fabio Briganti e Riccardo Mancini

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Sopra. SN2018gj in NGC 6217 ottenuta da Paolo Campaner con un riflettore da 400mm F. 5,5 somma di 2 immagini da 75 secondi.