Coelum Astronomia 220 - 2018 - Page 112

L'osservazione dei satelliti

artificiali

di Claudio Pra

In alto. Flottiglia di satelliti geostazionari sopra al Civetta, 3.220 metri, una delle più belle montagne delle Dolomiti.

Tra le tante osservazioni che possono vedere protagonisti gli appassionati e astrofili, c’è anche quella riguardante il transito dei satelliti artificiali. Quante volte ci è capitato di alzare gli occhi al cielo individuando un silenzioso puntino luminoso in movimento tra le stelle?

Certo potergli dare un nome sarebbe bello e ai nostri giorni la cosa è più semplice di quel che si possa pensare. Esistono infatti parecchie possibilità per riuscire a prevedere o ricostruire orario e traiettoria di molti satelliti.

Ci si può ad esempio collegare via web a uno dei siti specializzati più noti (www.heavens-above.com) inserendo le coordinate del proprio luogo di osservazione. La pagina potrà poi essere salvata tra i siti preferiti e la volta successiva non occorrerà fare altro che cliccarci sopra, senza più bisogno di altro, accedendo a una grande mole di informazioni.

Ma come si osservano i satelliti?

Una gran quantità è accessibile a occhio nudo, specie se il cielo sotto cui si osserva è buio. Un piccolo binocolo permetterà di incrementare significativamente il numero di satelliti osservabili che strumenti più grandi amplieranno a dismisura. Ovviamente un satellite riflette la luce del Sole ed è quindi visibile nel momento in cui è raggiunto dai raggi della nostra stella. A seconda dell’altezza della sua orbita e della stagione dovrà quindi essere cercato all’ora opportuna dopo il tramonto

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