Coelum Astronomia 219 - 2018 - Page 88

Le astronome delle quali parliamo in questo articolo sono vissute in un arco di tempo che copre gli ultimi due millenni (fermandoci però agli inizi dello scorso secolo); ognuna di esse ha grandissimi meriti culturali, scientifici e umani. Ovviamente, sono altrettanto meritevoli di attenzione le numerose altre figure di astronome che non sono state citate in questo articolo.

Coelum Astronomia

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Le origini

A destra. En Hedu Ana (Babilonia,

2285- 2250 a.C.?)

Sacerdotessa della Dea Luna. Il suo è il primo nome femminile ricordato nella storia della scienza. È l’ultima di una lunga lista di donne che studiarono le stelle e i cicli della Luna e i cui nomi ci sono sconosciuti; è la prima di una ancora più lunga lista di donne di cui invece abbiamo notizia: le donne che pensarono, progettarono e crearono durante i 4000 anni che ci precedono.

Le origini

Ipazia di Alessandria

Sopra. Illustrazione del 1908 che ritrae Ipazia di Alessandria.

Ipazia di Alessandria (355? – 415 d.C.) godette di grande fama e ammirazione fin dai suoi tempi. Il poeta Pallada, che probabilmente la conobbe, gli dedica versi ispirati: «verso il cielo è rivolto ogni tuo atto/ Ipazia sacra, bellezza delle parole/ astro incontaminato della sapiente cultura». Il padre, Teone, geometra e filosofo insegnava ad Alessandria matematica e astronomia ed era noto per aver osservato l'eclisse solare del 15 giugno 364 e quella lunare del 26 novembre. Ipazia fu certamente allieva e collaboratrice del padre, il quale, nel suo commento alla Syntaxis di Tolomeo (quell’opera fondamentale per l’astronomia che gli arabi, secoli dopo, chiamarono Almagesto), scrive che l'edizione è stata «controllata dalla filosofa Ipazia, mia figlia». Lo storico bizantino Damascio scriveva che Ipazia «fu di natura più nobile del padre, non si accontentò del sapere che viene dalle scienze matematiche alle quali lui l'aveva introdotta, ma non senza altezza d'animo si dedicò anche alle altre scienze filosofiche».