Coelum Astronomia 219 - 2018 - Page 84

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Coelum Astronomia

consigliamo la lettura dell’articolo dedicato alle ultime immagini e scoperte da Juno su Coelum Astronomia 218.

Al di là di quanto appena specificato, sappiamo però che alcune sue lune causano variazioni di colore blu nella sua aurora: in particolare Io, grande poco più della nostra Luna, e con vulcani in costante eruzione, produce una enorme quantità di particelle cariche che vanno a immettersi nella magnetosfera del gigante gassoso, causando luminose aurore nell’ultravioletto. Inoltre, sono state osservate aurore su ognuno dei quattro satelliti medicei del pianeta.

Su Saturno invece (come da foto qui sotto a sinistra), le aurore principali si presentano nell’infrarosso e ancora nelle frequenze UV, ma sono state avvistate anche di colore rosa e viola, decisamente più rare.

Mercurio, purtroppo, è così vicino al nostro Sole che pur avendo una sua magnetosfera non ha atmosfera da eccitare, e quindi nessuna molecola che può emettere nelle frequenze sopra elencate e generare quelle che potrebbero essere vaste aurore polari, data appunto la prossimità del pianeta alla stella.

Aurore che potrebbero essere definite “strane” o “inusuali” sono invece quelle di Marte e Venere: difatti nessuno dei due pianeti vicini alla Terra possiede un campo magnetico a larga scala. Tuttavia, entrambi hanno una atmosfera, e per quanto riguarda Venere, dai dati della sonda Venus Express, è stato possibile capire che il vento solare interagisce con la ionosfera del quasi gemello del nostro pianeta, inducendo un campo magnetico che va a poi a supportare la creazione di aurore.

Su Marte invece, l’atmosfera è troppo tenue perché avvenga un processo simile a quello che accade su Venere, tuttavia ci sono resti di un antico e grande campo magnetico che si è dissipato con il raffreddamento del pianeta, e quindi le aurore sono limitate a particolari zone della sua crosta, come mostrato durante l’evento del 14 agosto 2004 sulla Terra Cimmeria, nell’emisfero meridionale. Una recente scoperta dalla sonda MAVEN ha mostrato inoltre un aurora che si presenta molto diffusa e debole, di colori tendenti al blu, e non necessariamente vicina ai poli del pianeta.

Sopra a sinistra. Una bella foto delle aurore di Saturno, riprese dal Telescopio Spaziale Hubble. Crediti: NASA/ESA/HST.

A destra. Le aurore luminose sono chiaramente visibili in questa foto composita di Urano, che combina due diverse osservazioni fatte dal telescopio spaziale Hubble della NASA (una per gli anelli e le aurore del pianeta) e un'immagine della sonda Voyager 2 della NASA, che ha eseguito il flyby di Urano nel 1986.

Crediti: ESA / Hubble e NASA, L. Lamy / Observatoire de Paris.