Coelum Astronomia 219 - 2018 - Page 74

emette alla frequenza di 630 nm. È un colore che rappresenta talvolta una attività aurorale intensa, e la scarsa quantità di atomi di ossigeno a quelle quote è responsabile per la sua tenue consistenza.

- Il colore Verde è di certo il più comune in

assoluto, dato che la stragrande maggioranza delle aurore polari si mostra con questo aspetto. Parliamo di quote più basse al confronto del rosso, con una frequenza di emissione di 577 nm. Anche in questo caso, l’improvvisa diminuzione di ossigeno atomico al di sotto dei 100 km è responsabile dell’altrettanto improvviso “taglio” che si può vedere nelle mie foto allegate all’articolo, in particolare in quella presente qui in alto.

- Il colore Blu, più raro e rappresentate di

elevazioni ancor più basse, emette alla frequenza di 428 nm, dove l’ossigeno atomico è poco comune, e il responsabile per l’aspetto delle aurore va a ricercarsi nelle molecole di azoto.

- Tonalità varie di Giallo, o Rosa, sono dovute

all’interazione degli altri colori, come anche di Arancione, e sono stati osservate in molteplici occasioni da varie parti del mondo. Tuttavia non sono comuni come i primi due in questo elenco.

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Crediti: Giuseppe Petricca

SECONDA IMG

PETRICCA

Le Previsioni Aurorali

Le aurore polari potrebbero essere così definite “vive”, in quanto non sono mai statiche, sempre in costante evoluzione: a volte (come mi è capitato durante il marzo 2016 qui dall’Isola di Lewis, nel nordovest della Scozia) cambiano così in fretta che risulta difficile osservare e apprezzare il fenomeno nella sua totalità.

Per fortuna oggi ci sono molti metodi per prevedere la possibilità di aurore intense o meno, anche se i meccanismi che causano la loro creazione non sono ancora del tutto chiari. Molteplici siti internet, pagine Facebook, e app per smartphone seguono la situazione minuto per minuto, registrando le variazioni del campo