Coelum Astronomia 219 - 2018 - Page 7

«Al momento abbiamo due ipotesi. A emettere questi bursts molto potenti, molto brillanti, potrebbe essere una stella di neutroni estremamente giovane», ha affermato lo scienziato «e attorno a questa stella di neutroni potrebbe esserci una supernova remnant, o una pulsar wind nebula, che crea le caratteristiche peculiari che osserviamo nei bursts. L’alternativa che suggeriamo, nel nostro studio, è un nuovo

possibile scenario: una stella di neutroni in orbita

attorno a un buco nero supermassiccio. Una configurazione, questa, mai osservata prima, e che creerebbe le caratteristiche uniche rilevate, appunto, nei bursts emessi da Frb 121102».

Quali caratteristiche? Le “firme” dell’ambiente d’origine dei lampi radio prodotti da Frb 121102 che hanno attirato l’attenzione di Michilli e colleghi sono essenzialmente due. La prima è la loro durata brevissima, anche meno d’un millisecondo. «Uno dei risultati del nostro studio è che abbiamo trovato il burst più corto mai osservato, appena qualche decina di microsecondi. Per generare un segnale radio così breve è necessaria una sorgente estremamente piccola», spiega Michilli, «una regione d’emissione di circa 10 km. Quindi oggetti compatti, e le stelle di neutroni sembrano una spiegazione naturale». La seconda caratteristica peculiare è quella che in inglese viene chiamata twisting: una sorta di “attorcigliamento” impresso sulla polarizzazione del segnale da un fenomeno noto come rotazione di Faraday, e che si verifica quando, appunto, un’onda radio attraversa plasma altamente magnetizzato.

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Sopra. La copertina di Nature dedicata alla scoperta.

Nella pagina a sinistra. Crediti: Bill Saxton, NRAO/AUI/NSF; Hubble Legacy Archive, ESA, NASA.

Sotto a sinistra. Daniele Michilli. Crediti: Media INAF.

Sotto. Immagine in luce visibile della galassia da cui proviene il (non più così) misterioso FRB che "si ripete". Crediti: Gemini Observatory/AURA/NSF/NRC.

Immagine in luce visibile della galassia da cui proviene il (non più così) misterioso FRB che "si ripete". Crediti: Gemini Observatory/AURA/NSF/NRC.